Infantino, il compenso nascosto da 1,5 milioni scuote la Fifa
Un documento fiscale statunitense riaccende i dubbi sui guadagni del presidente Fifa e sulla sua lussuosa permanenza a Miami.
Una villa da 27 milioni di dollari, trasferimenti in quartieri esclusivi e un pagamento aggiuntivo da circa 1,5 milioni di euro: sono gli elementi che alimentano le nuove contestazioni sulla gestione economica di Gianni Infantino. Il compenso, secondo un’inchiesta del Times, sarebbe arrivato nel 2024 da una società legata ai Mondiali e non sarebbe comparso nel rapporto finanziario annuale della Fifa.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Il pagamento emerso dai documenti Usa
A indicare il versamento è la dichiarazione presentata all’Internal Revenue Service, l’agenzia fiscale statunitense, da FWC2026 US Inc, società creata per organizzare la Coppa del mondo 2026. Il documento attribuisce a Infantino 1,76 milioni di dollari, pari a circa 1,5 milioni di euro, sotto forma di compensi ricevuti nel corso del 2024.
Una parte della somma, 626.229 dollari, risulta registrata alla voce “altri compensi soggetti a dichiarazione”. Fonti citate dal quotidiano britannico sostengono che pagamenti di entità simile sarebbero stati riconosciuti al presidente anche nei due anni successivi. Nel rendiconto della Fifa, tuttavia, queste somme non risultano indicate.
Il regolamento dell’organizzazione, all’articolo 43 comma 13, stabilisce che le remunerazioni individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale devono essere rese pubbliche. Miguel Maduro, già alla guida della commissione per la governance della Fifa, ha parlato di una possibile violazione: “Se riceve altre somme da società collegate alla Fifa e queste non vengono rese pubbliche, si tratta di una chiara violazione delle regole”.
La difesa della Fifa non chiarisce tutto
Interpellata sul caso, la Fifa ha spiegato che il trattamento economico del presidente e gli altri vantaggi previsti dal contratto vengono determinati dalla propria sottocommissione per i compensi. L’organizzazione ha inoltre precisato che tali benefici sono stati comunicati alle autorità statunitensi secondo gli obblighi previsti.
La risposta, però, non entra nel dettaglio della natura dei pagamenti né del motivo per cui non siano comparsi nel rapporto annuale dell’ente. Proprio questa differenza tra la documentazione fiscale americana e la rendicontazione della Fifa costituisce il nuovo punto di pressione sul presidente.
A Miami tra ville e proprietà di lusso
Dal 2023, dopo il torneo disputato in Qatar, la famiglia Infantino avrebbe trascorso lunghi periodi a Miami. La casa scelta prima della Coppa del mondo 2026 era una villa sul mare nelle Sunset Islands, con piscina e attracco privato, appartenente al miliardario Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google. L’affitto, secondo le informazioni riportate, ammontava a decine di migliaia di dollari al mese.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Nell’autunno del 2025 il presidente della Fifa si sarebbe spostato in un’altra zona di pregio, frequentata anche da David Beckham. A ottobre, Shadi LLC ha acquistato un appartamento con cinque camere da letto e sei bagni per circa 7,6 milioni di euro. La società era stata costituita dallo studio legale Elias Law, tra i cui clienti figura la Fifa.
L’immobile apparteneva al cantante Marc Anthony, diventato ambasciatore dei Mondiali per Miami quattro mesi prima della cessione. Il prezzo di vendita sarebbe stato inferiore di 2,4 milioni di dollari rispetto alla cifra pagata dall’artista nel 2021. La Fifa ha replicato sostenendo che non vi sarebbe alcun interesse pubblico nel sapere se Infantino abbia comprato immobili in una parte del mondo piuttosto che in un’altra.
Il nuovo fronte prima del voto
L’inchiesta arriva in una fase delicata per Infantino. Le elezioni per la presidenza della Fifa sono fissate al 18 marzo 2027, mentre il termine per presentare eventuali candidature scadrà il 18 novembre. Al momento non risultano sfidanti ufficiali, ma il consenso attorno al presidente si sarebbe indebolito dopo i Mondiali nordamericani.
A incrinare ulteriormente i rapporti con alcune confederazioni è stato il progetto Fifa Forward Enterprise, società incaricata di occuparsi dei tornei dell’organizzazione e di collocare quote dei Mondiali presso investitori privati. Tra i soggetti coinvolti figurava un fondo al quale partecipa Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.
L’iniziativa è stata fermata prima di diventare operativa, ma ha spinto Uefa, Concacaf e alcune confederazioni asiatiche a chiedere le dimissioni di Infantino. L’Uefa guidata da Aleksander Čeferin ha inoltre sollecitato un’indagine penale sulla gestione dei fondi della Fifa. Il caso dei compensi provenienti dagli Stati Uniti aggiunge ora un ulteriore interrogativo sulla trasparenza finanziaria della sua presidenza.
Continua a leggere
Puff Daddy, ferita in carcere: resta il mistero sul trasporto in ospedale
Sean Combs è stato portato d’urgenza in ospedale dopo un trauma cranico e poi ricondotto nella struttura penitenziaria del New Jersey.
Papa Leone XIV e il nodulo al polmone: perché si interviene subito
Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per rimuovere una lesione circoscritta; udienze sospese fino al 20 ottobre e degenza prevista di circa una settimana.
Bot russi e Vannacci: il dossier che divide gli esperti
Il Copasir si prepara a esaminare la disinformazione attribuita a Mosca, ma i dati sui profili automatizzati e sul loro presunto sostegno a Vannacci restano controversi.
Trecento denunce e nuovi conti non pagati: nei locali spunta la sua foto
La 57enne è accusata di aver lasciato insoluti un conto al ristorante e un soggiorno in albergo: i suoi scatti circolano tra Bressanone e Vipiteno