Incassi a picco, film da scoprire: da Cruise a Jane Austen
Cinque uscite molto diverse mostrano perché il successo commerciale non basta a stabilire il valore di un’opera cinematografica.
Un biglietto venduto non può essere l’unico metro per giudicare un film. La storia del cinema è piena di opere oggi considerate imprescindibili, ma accolte tiepidamente dal pubblico al momento dell’uscita: da Fight Club a Il Mago di Oz, passando per Le Ali della Libertà, La Cosa, Blade Runner e Citizen Kane.
Tra i casi più recenti c’è Digger, il nuovo film di Alejandro González Iñárritu. Costato 125 milioni di dollari, finora ha raccolto appena 41 milioni. Un risultato pesante sul piano economico, che tuttavia non esaurisce il discorso sul valore dell’opera: il film affronta infatti la responsabilità collettiva davanti alla crisi climatica e lo fa attraverso un racconto ambizioso, scomodo e ricco di livelli di lettura.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Digger divide ma non lascia indifferenti
Al centro della storia c’è un petroliere miliardario, artefice di un disastro ambientale di proporzioni estreme. Tom Cruise gli presta una prova considerata tra le più mature della sua carriera, mentre John Goodman interpreta un presidente degli Stati Uniti immaginario, gravemente malato. Entrambi potrebbero entrare nella corsa agli Oscar 2027.
Iñárritu costruisce una narrazione che guarda al metateatro già sperimentato in Birdman e la porta verso un’escalation sempre più aspra. Il protagonista, anziano e pronto a usare ogni mezzo per imporsi, ricorda per alcuni tratti il dottor Stranamore e il Charles Foster Kane di Orson Welles. La sua immagine pubblica è però attraversata da un’ironia evidente: il soprannome Digger richiama lo scavo petrolifero, mentre il personaggio impugna la vecchia pala del nonno per impartire lezioni morali.
Il film accusa le élite economiche e politiche, ma non risparmia nemmeno il pubblico, colpevole di aver accolto per anni qualunque rassicurazione conveniente. Il suo insuccesso arriva in una fase storica segnata dalla paura e dall’incertezza, quando forse gli spettatori non cercano altri moniti. Anche questa contraddizione alimenta la forza dell’opera, diretta da un regista messicano e affidata al carisma di una star statunitense appartenente a una setta.
Austen torna al cinema con nuova energia
Su un registro completamente diverso si colloca Ragione e Sentimento, nuova trasposizione del romanzo di Jane Austen. Georgia Oakley, al suo secondo lungometraggio, aggiorna il materiale originale concentrandosi anche sul rapporto di complicità tra le due sorelle, interpretate da Daisy Edgar-Jones ed Esmé Creed-Miles.
Le due attrici emergono in un cast di grande livello e potrebbero essere tra i nomi più discussi nei prossimi anni. La messa in scena è altrettanto curata e, secondo le aspettative legate al film, potrebbe attirare l’attenzione dei prossimi Oscar. L’uscita nelle sale è fissata per il 25 ottobre.
Il cinema italiano sceglie il disagio
Paolo Strippoli firma con L’estranea un’opera costruita con il ritmo e la tensione del cinema dell’orrore, ma difficile da rinchiudere in quel genere. Al centro c’è una madre appartenente a una famiglia benestante, sottoposta al ricatto di una donna dall’aura luciferina proprio nei momenti più fragili della sua vita.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il film richiama per atmosfera e pressione emotiva le prime opere della saga di Omen e Rosemary’s Baby, pur cercando una strada autonoma. La promozione lo ha presentato soprattutto come dramma, anche per aggirare il pregiudizio che in Italia continua a relegare l’orrore a una posizione marginale. Questa scelta ha contribuito a portarlo nella corsa italiana alla candidatura all’Oscar per il Miglior film straniero.
Jasmine Trinca interpreta la madre ricattata, mentre Valeria Bruni Tedeschi veste i panni di una figura apparentemente imprevedibile e sottilmente diabolica. Il racconto procede come una discesa nel Male, costruita attraverso alternative estreme e dilemmi morali. Per questo, come Digger, L’estranea è destinato a proseguire la propria vita soprattutto nelle discussioni dopo la proiezione.
Televisione e videogiochi senza freni
Primetime porta invece lo spettatore dentro gli ingranaggi più spietati della televisione statunitense. Robert Pattinson interpreta un giornalista disposto a trasformare in spettacolo una trasmissione dedicata alla cattura in diretta di predatori sessuali e pedofili.
Dietro la facciata della denuncia si muove un uomo interessato soprattutto agli ascolti e alla propria carriera. Il prezzo della sua ambizione cresce fino a diventare altissimo, mentre il film diretto da Lance Oppenheim e prodotto da A24 mette in relazione, in modo inquietante, chi commette gli abusi e chi pretende di smascherarli. Il risultato è un’opera aggressiva, costruita per mettere a disagio.
Come parentesi più leggera arriva Street Fighter di Kitao Sakurai, nuova versione cinematografica del videogioco nato nel 1987. Non promette rivelazioni profonde: è soprattutto un film d’azione colorato, muscolare e volutamente sopra le righe.
Questa volta, però, i personaggi delle prime edizioni del gioco vengono inseriti in una trama più ordinata e comprensibile. I dialoghi esagerati e l’energia ipertrofica fanno parte del tono scelto, pensato anche per il pubblico che ricorda le sale giochi, i gettoni e i computer collegati ai televisori a tubo catodico. Tra gli interpreti c’è anche il rapper 50 Cent, nel ruolo di Mike, personaggio ispirato al pugile Mike Tyson.
Continua a leggere
Cane smarrito, la richiesta choc: 1.000 euro per riaverlo
A Niguarda una coppia avrebbe chiesto denaro alla proprietaria per riconsegnarle il pastore belga fuggito durante una passeggiata.
Salute, a Napoli il Forum che sfida sfiducia e notizie false
Giornalisti, medici e istituzioni si riuniscono al Cardarelli per discutere di accesso alle cure, sostenibilità, giovani e intelligenza artificiale.
Milano, l’allarme di Crosetto: «È guerra ibrida»
Il ministro collega le tensioni nelle piazze all’influenza esercitata attraverso piattaforme digitali e chiede una risposta tecnologica all’altezza delle nuove minacce.
Fedez contro il rap ribelle: il bersaglio è la coerenza
Il rapper contesta ai colleghi il sostegno alle rivolte di Milano e li accusa di promuovere proprio il modello di lusso contro cui protestano i giovani.