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Attualità 3 min di lettura14 ott

Impronta a Garlasco, la difesa sfida il caso Sempio: «Vi stupirà

Gli avvocati contestano la compatibilità della traccia trovata nella villetta e preparano nuove consulenze su scarpe, impronte e Dna.

Angela Taccia, legale di Andrea Sempio insieme a Liborio Cataliotti, ha rilanciato la linea della difesa entrando al Tribunale di Pavia per ascoltare altri audio dell’indagine. Secondo l’avvocata, la traccia lasciata dall’assassino avrebbe dimensioni inferiori a quelle del piede del suo assistito. Ha aggiunto che, se richiesto, il collegio difensivo potrebbe consegnare alla Procura alcuni modelli di scarpe per consentire ulteriori verifiche.

Taccia ha inoltre escluso il coinvolgimento di Sempio in un’eventuale ipotesi corruttiva. Il riferimento è al fascicolo trasmesso dalla Procura di Brescia a quella di Pavia dopo l’archiviazione dell’ex procuratore aggiunto Mario Venditti.

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Le consulenze attese entro ottobre

La difesa conta di consegnare i propri elaborati entro il 18 ottobre. L’obiettivo è portare i risultati all’interno di un confronto tecnico tra le parti, così da permettere anche ai magistrati pavesi di esaminare metodi e conclusioni degli esperti incaricati da Sempio.

Al centro degli accertamenti ci sono soprattutto le impronte rinvenute nella villetta di Garlasco. Il lavoro difensivo riguarda la ricostruzione tridimensionale di una traccia di calzatura, ma comprende anche nuove prove sulla marcatura palmare rilevata lungo le scale che conducono alla cantina.


La traccia che alimenta la difesa

Cataliotti ritiene che l’impronta numero 6, fotografata dai Ris di Parma nel 2007 e collocata vicino all’ingresso del bagno, possa diventare l’elemento più importante per la posizione di Sempio. In un’intervista al Tg1, il legale ha sostenuto che, se nessuna delle 25 tracce attribuite all’assassino fosse riconducibile al suo assistito, per l’accusa si aprirebbe uno scenario decisivo: «Sarebbe partita chiusa».

La vicenda riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Sempio, oggi 37enne, è l’unico indagato nella nuova inchiesta e la sua difesa cerca di dimostrare che la conformazione del piede non poteva produrre il segno esaminato.


Scarpe, misure e verifiche fisiche

Per studiare la traccia, i consulenti hanno ricavato un modello in tre dimensioni dalle immagini realizzate all’epoca. Il confronto è stato effettuato con quattro paia di scarpe Frau dello stesso tipo e dotate della medesima suola, nelle taglie dal 40 al 43.

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L’analisi, secondo quanto riferito dai legali, non avrebbe trovato una corrispondenza tra lo spazio interno di quelle calzature e il piede di Sempio, né considerando le sue dimensioni attuali né ricostruendo quelle del 2007. Per chiarire l’evoluzione della misura tra i 18 e i 38 anni, la difesa ha fatto eseguire radiografie e ha coinvolto un ortopedico e un antropologo universitario. Cataliotti non ha anticipato il risultato: «Non vi rivelo l’esito, ma vi sorprenderà».

La tesi dei legali è che Sempio portasse già il numero 44 al momento del delitto. A sostegno vengono richiamate due testimonianze e una conversazione registrata in casa con la madre dell’indagato.


Il Dna resta un punto aperto

Un altro fronte riguarda il materiale genetico individuato sotto le unghie di Chiara Poggi. Le perizie hanno rilevato un aplotipo del cromosoma Y compatibile con la linea paterna della famiglia Sempio, ma il dato non consente di identificare con certezza una singola persona.

Cataliotti considera quindi quel risultato un elemento «neutro», incapace, da solo, di provare la partecipazione del suo assistito. Gli esperti della difesa hanno ripetuto anche alcuni test con la ninidrina sull’impronta palmare numero 33, usando materiali biologici differenti per verificare la natura della traccia e mettere in discussione precedenti valutazioni investigative. Il legale ha anticipato che il cambiamento di colore dovrebbe rendere visibile l’esito dell’esperimento.


Il possibile effetto sulla condanna di Stasi

Le conclusioni sulle dimensioni della calzatura potrebbero avere conseguenze anche sulla ricostruzione relativa ad Alberto Stasi, condannato definitivamente per l’omicidio. Secondo l’impostazione della difesa, la scarpa responsabile delle impronte avrebbe una misura inferiore al 42 attribuito a Stasi.

Cataliotti, tuttavia, ha precisato di non voler formulare valutazioni sulla responsabilità dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. La difesa si concentra sulla compatibilità tra le tracce e il piede di Sempio, lasciando agli inquirenti il compito di valutare il resto del quadro investigativo.

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