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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Ilva, tre rischiano i domiciliari: l’inchiesta arriva a 28 indagati

La Procura di Taranto ha chiesto misure cautelari per Morselli, Labile e Astorri nell’indagine su quote di CO2 e manutenzioni nello stabilimento pugliese.

Il procedimento sull’ex Ilva entra in una fase decisiva: il giudice per le indagini preliminari Francesco Maccagnano ha fissato al 3 novembre gli interrogatori preventivi per le persone coinvolte nelle richieste cautelari. Tra queste figurano Lucia Morselli, ex amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia, Alessandro Labile, già direttore dello stabilimento di Taranto, e Francesco Astorri, responsabile di Ispra per la valutazione e il controllo degli impianti di interesse strategico nazionale.

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Tre richieste e nuove interdittive

Per i tre la Procura di Taranto ha sollecitato gli arresti domiciliari. L’inchiesta, avviata tempo fa, riguarda la gestione delle quote di CO2 e le manutenzioni che, secondo l’accusa, non sarebbero state eseguite all’interno dell’impianto pugliese.

L’indagine comprende complessivamente 28 persone. Oltre alle misure restrittive, i magistrati hanno chiesto anche diversi provvedimenti interdittivi, che potrebbero limitare lo svolgimento di determinate attività da parte di alcuni degli indagati.


Le ipotesi di reato contestate

I sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Francesco Sansobrino e Francesco Ciardo, quest’ultimo oggi in servizio alla Procura di Lecce, ipotizzano per alcuni degli indagati l’esistenza di un’associazione a delinquere. Secondo la ricostruzione accusatoria, il presunto sodalizio sarebbe stato finalizzato a commettere reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione.

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Tra le contestazioni formulate, con responsabilità da valutare caso per caso, compare anche il disastro ambientale. Le accuse dovranno essere esaminate nel corso del procedimento e gli indagati potranno fornire la propria versione dei fatti durante gli interrogatori fissati dal gip.


Nel mirino i controlli di Ispra

Una posizione specifica è quella di Francesco Astorri, indicato come responsabile del nucleo ispettivo di Ispra. Nei suoi confronti viene contestato il presunto alteramento degli esiti delle verifiche svolte nello stabilimento, con l’obiettivo di favorire l’impresa.

Il passaggio del 3 novembre servirà a raccogliere le dichiarazioni degli interessati prima che il giudice valuti le richieste della Procura. L’esito degli interrogatori potrà incidere sulle successive decisioni relative ai domiciliari e alle altre misure sollecitate dagli inquirenti.

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