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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Ex Ilva, stretta sull’inquinamento: chiesti tre domiciliari

La Procura di Taranto ipotizza emissioni illecite tra il 2019 e il 2024 e sollecita provvedimenti per dieci persone, compresi tre ex responsabili dello stabilimento e dei controlli.

L’inchiesta sulle emissioni dell’ex Ilva di Taranto entra nella fase delle decisioni cautelari. La Procura ha chiesto gli arresti domiciliari per Lucia Morselli, Alessandro Labile e Francesco Astorri, mentre il quadro complessivo dell’indagine coinvolge dieci persone per le quali sono state richieste misure interdittive.

Al centro dell’indagine ci sono i possibili effetti ambientali della gestione dello stabilimento siderurgico nel periodo compreso tra il 2019 e il 2024. Le richieste della Procura dovranno ora essere esaminate dal giudice per le indagini preliminari Francesco Maccagnano.

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Tre figure al centro dell’indagine

La misura degli arresti domiciliari è stata sollecitata per Lucia Morselli, già presidente del consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, società che gestisce l’ex Ilva. La stessa richiesta riguarda Alessandro Labile, in passato direttore dello stabilimento di Taranto, e Francesco Astorri, responsabile per Ispra della sezione dedicata alla valutazione e ai controlli degli impianti di interesse strategico nazionale.

Per gli altri soggetti coinvolti, la Procura ha chiesto provvedimenti di natura interdittiva. Nel complesso, dunque, le persone interessate dalle misure cautelari richieste sono dieci, anche se soltanto per i tre nominativi indicati è stata avanzata la domanda di arresti domiciliari.

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L’ipotesi sulla gestione ambientale

Secondo la ricostruzione accusatoria, le scelte adottate nella conduzione dell’impianto avrebbero privilegiato l’aumento della produzione e dei profitti rispetto alle esigenze di protezione dell’ambiente. L’ipotesi riguarda le emissioni generate durante gli anni presi in esame dagli investigatori e dovrà essere valutata nel procedimento.

Agli indagati è stato notificato un avviso per l’interrogatorio preventivo. L’atto precede l’esame delle richieste cautelari e consentirà agli interessati di comparire davanti al giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se accogliere o respingere le misure proposte dalla Procura.

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