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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Il senatore Ossoff conquista il web dopo l'audizione al Congresso

Il senatore della Georgia ha conquistato attenzione dopo aver incalzato Jay Clayton sull’esito delle presidenziali del 2020.

Jon Ossoff, senatore democratico della Georgia, è diventato virale dopo un’audizione al Congresso statunitense. Il suo stile sobrio e il modo diretto di parlare hanno riaperto il confronto con la comunicazione politica italiana.

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L’audizione che lo ha imposto

Durante l’esame della nomina di Jay Clayton al vertice dell’apparato informativo statunitense, Ossoff ha chiesto più volte chi avesse vinto le elezioni presidenziali del 2020. Clayton ha evitato di rispondere, senza riconoscere la vittoria di Joe Biden, ma in seguito è stato comunque confermato nell’incarico.

Ossoff, ebreo e democratico della Georgia, è stato il primo senatore appartenente alla generazione dei millennial. Dopo la riconferma alle elezioni di metà mandato, ottenuta in un collegio considerato difficile, il suo nome ha iniziato a circolare anche in vista delle presidenziali del 2028.


Un modo diverso di parlare

Il punto, però, non riguarda soltanto le sue posizioni progressiste, né il ruolo ricoperto al Senato. A colpire è soprattutto la forma: abito scuro, cravatta, tono controllato, frasi nette e un’eloquenza priva di effetti facili.

Questa impostazione richiama la tradizione dei grandi oratori americani e, in particolare, Barack Obama. Negli Stati Uniti il dibattito pubblico viene affrontato anche a scuola: tra le materie opzionali frequentate dagli studenti può esserci proprio l’arte del dibattito.


Il confronto con l’Italia

Il paragone con i politici italiani viene presentato come molto severo. Ossoff ha quasi dieci anni meno di Carlo Calenda, Matteo Renzi e Matteo Salvini, e quasi venti meno di Roberto Vannacci; eppure appare più autorevole, più preciso e più consapevole del ruolo istituzionale.

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La critica riguarda una comunicazione spesso costruita su battute, provocazioni, sfottò e messaggi dal tono eccessivamente informale. Al posto della retorica e della solennità dell’eloquio prevalgono, secondo questa lettura, il personaggio del mattatore, la ricerca della simpatia e l’atteggiamento guascone.


Politica e spettacolo sui social

Il confine tra il politico e il comico si è assottigliato ulteriormente con la diffusione delle reti sociali. La trasformazione viene collegata anche a Beppe Grillo, comico professionista che ha influenzato il linguaggio della politica pur non avendo ricoperto direttamente incarichi politici.

Oggi parlamentari e ministri pubblicano contenuti senza la mediazione di giornalisti o collaboratori: c’è chi va a cavallo fino a una stazione di servizio, chi imita Renato Pozzetto, chi affronta maratone e chi usa l’intelligenza artificiale per rappresentarsi come un supereroe. Il risultato è una comunicazione caricaturale, lontana dall’autorevolezza attribuita a Ossoff e Obama.

L’auspicio finale è il ritorno a un linguaggio pubblico più preparato e rispettoso delle istituzioni. Ossoff è cresciuto nel modello dell’oratoria obamiana; i politici italiani, invece, hanno anche la responsabilità di offrire un riferimento alle nuove generazioni che un giorno prenderanno il loro posto.

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