Europa, falsi allarmi e attacchi informatici: ipotesi di guerra ibrida
Scuole, voli e frigoriferi presi di mira in pochi giorni, mentre gli esperti valutano un possibile coordinamento
Almeno 27 falsi allarmi per esplosivi hanno colpito il trasporto aereo europeo il 5 novembre, dopo giorni di minacce a scuole e attacchi informatici. Nessun ordigno è stato trovato, ma l’ondata ha provocato deviazioni di voli e l’impiego di caccia per le scorte.
GioiaPura
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Le minacce agli aerei
Le segnalazioni sono arrivate tramite messaggi di posta elettronica inviati da indirizzi contraffatti. Sei degli allarmi hanno riguardato gli scali di Roma e Milano; due voli sono stati deviati e gli artificieri non hanno trovato bombe a bordo.
Nei giorni precedenti erano state colpite anche rotte dirette a Fiumicino da Riga, Lisbona e Dublino. Il 3 novembre ulteriori segnalazioni avevano coinvolto collegamenti in Polonia, Bulgaria, Ungheria e Spagna. Un falso allarme aveva inoltre riguardato la nave da crociera Crown Iris, ferma sull’isola greca di Siro con oltre 1.700 persone a bordo.
Gli attacchi ai sistemi connessi
La sequenza era cominciata nella notte tra il 1° e il 2 novembre, quando applicazioni ufficiali per le emergenze in Russia e Ucraina avevano diffuso falsi avvisi su raid nucleari e chimici. Mosca e Kiev avevano poi denunciato intrusioni nei sistemi usati per informare la popolazione. Quella stessa notte era terminata la tregua umanitaria di Oleshky, nella regione di Kherson.
Il giorno successivo, frigoriferi di supermercati in nove Paesi europei, compresa l’Italia, erano stati regolati da remoto fino a 50 gradi, rendendo inutilizzabili grandi quantità di alimenti. Il 4 novembre un attacco analogo aveva colpito tre celle dell’Istituto francese per le donazioni del sangue: la temperatura era passata da -30 a 110 gradi, senza conseguenze sanitarie.
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L’ipotesi del coordinamento
Pierguido Iezzi, direttore Cyber di Zenita Group, ha parlato di una “coincidenza anomala della sequenza temporale” e ha indicato la possibilità di una campagna destinata a colpire la percezione della sicurezza. Secondo l’esperto, minacciare scuole, alimenti e voli significa agire su paure diverse ma immediate.
William Nonnis, analista tecnologico della presidenza del Consiglio dei ministri, ha però avvertito che non esistono prove di un’unica regia. La successione degli episodi, ha osservato, lascia comunque aperta l’ipotesi di un coordinamento.
Iezzi ha rilevato anche un possibile spostamento degli obiettivi dagli attacchi contro i siti Internet ai dispositivi collegati alla rete. Telecamere, router, sistemi domestici, automobili e apparecchiature industriali possono diventare bersagli, soprattutto quando conservano le credenziali predefinite.
Andrea Saracino, docente di sicurezza informatica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha spiegato che milioni di dispositivi connessi risultano già individuabili attraverso servizi specializzati. L’intelligenza artificiale, secondo Nonnis, può inoltre permettere a singoli individui di automatizzare operazioni capaci di produrre danni un tempo associati a gruppi più strutturati. Le indagini proseguono, ma al momento non sono stati identificati i responsabili né è stata dimostrata un’eventuale regia statale.
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