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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Il pesce col ventre trasparente: il raro predatore degli abissi

Un piccolo abitante delle profondità marine ha offerto agli esperti un’immagine quasi irreale: il suo addome, gonfio dopo un pasto enorme, era tanto teso da lasciare intravedere parte degli organi interni.

Un piccolo abitante delle profondità marine ha offerto agli esperti un’immagine quasi irreale: il suo addome, gonfio dopo un pasto enorme, era tanto teso da lasciare intravedere parte degli organi interni. L’avvistamento è avvenuto nel mar dei Caraibi, al largo di Trinidad e Tobago, durante una spedizione scientifica dello Schmidt Ocean Institute.

A documentare la scena è stato un veicolo filoguidato per l’esplorazione sottomarina, che ha incontrato l’animale a 1.259 metri sotto il livello del mare. Si tratta dell’inghiottitore nero, Chiasmodon niger, una specie lunga generalmente tra 10 e 20 centimetri ma capace di divorare prede fino a dieci volte più grandi del proprio corpo.

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Un ventre gonfio negli abissi

Nel filmato l’esemplare appare con la parte anteriore del corpo fortemente dilatata, quasi fosse un palloncino. La pressione esercitata dall’enorme pasto ha reso la pelle particolarmente sottile e quasi trasparente, mostrando gli organi e l’intestino dell’animale.

Diva Amon, biologa marina coinvolta nella missione “Deep Wonders”, ha descritto così l’osservazione: «Ha mangiato qualcosa di così voluminoso da aver teso la pelle fino a renderla quasi trasparente». Una condizione del genere ha permesso di vedere da vicino un comportamento che, nel suo ambiente naturale, è difficilissimo da documentare.

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Un incontro raro per gli scienziati

L’inghiottitore nero vive a grandi profondità e gli avvistamenti diretti sono poco frequenti. Proprio per questo, la registrazione ha un valore particolare per i ricercatori, che raramente riescono a osservare la specie mentre si trova nel suo habitat.

Amon ha raccontato di aver incontrato il suo primo esemplare quasi dieci anni fa, nel Golfo del Messico. Allora non pensava che avrebbe potuto rivederne uno in natura; la nuova spedizione, invece, le ha offerto una seconda occasione e diverse sorprese durante l’esplorazione delle acque profonde.

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