70notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Il Korkut spinge la Turchia nel mercato delle armi

Il sistema antidrone costa meno di 10mila dollari per bersaglio e alimenta l’espansione internazionale della difesa turca.

La Turchia ha sviluppato un sistema capace di contrastare i droni con costi molto inferiori a quelli dei missili intercettori. Si chiama Korkut ed è prodotto da Aselsan.

Offerta del giorno27 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis

Scade tra 65 giorni
*********


Difesa aerea e nuovi mercati

Per Ankara, la protezione contro i velivoli senza pilota risponde a un’esigenza militare, ma rappresenta anche un prodotto da vendere all’estero. La convenienza economica delle intercettazioni è diventata infatti decisiva, soprattutto contro droni costruiti a basso costo e impiegati in attacchi ripetuti.

La strategia turca punta a trasformare la capacità di progettare, collaudare e aggiornare rapidamente gli armamenti in un elemento stabile della propria influenza internazionale. La varietà delle minacce, però, impone sistemi sovrapposti: nessuna soluzione può affrontare da sola velocità diverse, attacchi massicci e tecnologie differenti.

Il progetto Steel Dome mira proprio a collegare radar, postazioni di comando, cannoni e missili all’interno di un’architettura modulare. Ankara intende proporre all’estero l’intera rete oppure singoli elementi, a seconda delle richieste dei Paesi interessati.


Esportazioni in crescita

Nell’ultimo anno preso in esame, le vendite turche di equipaggiamenti militari hanno raggiunto 10 miliardi di dollari, con una crescita del 48 per cento rispetto al 2023. Aselsan vale in Borsa circa 32 miliardi di dollari e dichiara commesse per quasi 30 miliardi.

La quota dei ricavi ottenuta fuori dalla Turchia è salita al 25 per cento, dal livello dell’8 per cento registrato nel 2023. L’azienda vuole portarla al 50 per cento entro il 2030, guardando soprattutto ai membri della Nato, all’Europa orientale e ai Paesi del Golfo.

Un’intesa per la cooperazione militare firmata in agosto da Turchia, Arabia Saudita e Pakistan potrebbe aprire ulteriori sbocchi commerciali. L’offerta comprende droni, missili, radar, apparecchiature per la guerra elettronica e sistemi di protezione aerea adattabili alle esigenze dei singoli acquirenti.


Il Korkut e la filiera turca

Il veicolo antiaereo utilizza cannoni da 35 millimetri e proiettili programmati per esplodere in aria. Ahmet Akyol, alla guida di Aselsan, ha riferito che ogni abbattimento può costare meno di 10.000 dollari, mentre una singola munizione si aggira sui mille dollari. Gli intercettori associati a Patriot e Iris-T possono invece richiedere da alcune centinaia di migliaia fino a milioni di dollari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Secondo l’azienda, il Korkut è già presente in nove Paesi e avrebbe distrutto centinaia di droni. L’aeronautica ucraina ha confermato che una propria unità ne ha ricevuto una quantità non resa pubblica. Non sono disponibili, invece, prove pubbliche di successi contro gli Shahed con motore a reazione, più rapidi rispetto ai modelli convenzionali: le dichiarazioni industriali vanno quindi separate dai risultati documentati sul campo.

Aselsan è il principale per capitalizzazione tra i gruppi turchi della difesa. Nata nel 1975, in seguito alle restrizioni statunitensi sulle forniture militari adottate dopo l’intervento turco a Cipro, oggi realizza sensori, dispositivi elettronici e strumenti per la guerra elettronica.

Circa il 74 per cento del capitale è nelle mani di una fondazione collegata alle forze armate turche, che possiede quote anche di altre aziende strategiche, tra cui Roketsan. La rete produttiva coinvolge inoltre imprese private, atenei, istituti di ricerca e militari, consentendo di trasferire rapidamente alla produzione le esperienze maturate durante le operazioni.


Esperienze operative e autonomia

Il legame con Baykar riguarda anche i droni: Aselsan fornisce al gruppo guidato da Selçuk Bayraktar, genero del presidente Recep Tayyip Erdoğan, componenti elettronici e sensori. La collaborazione tra industria e apparato militare permette di testare gli apparati in condizioni reali e di correggerli in tempi brevi.

Nel 2020 la Libia offrì uno dei primi teatri internazionali per il Korkut. Il sistema fu impiegato a sostegno dell’autorità riconosciuta dalle Nazioni Unite a Tripoli e contribuì alla difesa di infrastrutture strategiche minacciate dai droni cinesi Wing Loong.

Quell’esperienza si è aggiunta a un percorso più ampio di indipendenza tecnologica. La Turchia dispone di una base industriale estesa, di competenze elettroniche sviluppate nel comparto militare e di fornitori in grado di combinare piattaforme diverse, dal rilevamento alla risposta armata.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere