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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Il 30 ottobre sciopero generale, trasporti regolari

La mobilitazione riguarda pubblico e privato, ma treni, autobus, aerei e metropolitane dovrebbero circolare regolarmente.

Venerdì 30 ottobre l’Unione sindacale di base ha organizzato uno sciopero generale rivolto ai lavoratori pubblici e privati che decideranno di aderire. I trasporti, invece, sono stati esclusi dalla protesta e nelle città sono previste manifestazioni in oltre 50 piazze, soprattutto durante la mattina.

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I settori interessati

La protesta può coinvolgere dipendenti delle amministrazioni pubbliche, dei servizi, delle imprese private e degli altri comparti produttivi. Possibili ripercussioni riguardano anche scuole e strutture sanitarie, in base al numero delle adesioni.

Alla mobilitazione partecipano inoltre i lavoratori portuali. La loro protesta rientra nella giornata internazionale contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali, iniziativa che interessa più di 100 porti distribuiti in 17 Paesi.


Treni e trasporto locale

Trenitalia e Trenord hanno comunicato che i collegamenti ferroviari saranno effettuati normalmente. Anche Atm e le aziende del trasporto pubblico locale hanno confermato la regolarità del servizio, pur senza escludere possibili rallentamenti o disagi legati alle adesioni individuali.

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Lo stop ai mezzi, compresi quelli aerei, è stato revocato dopo un provvedimento di precettazione firmato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. La decisione è arrivata su indicazione della Commissione di Garanzia, poiché la protesta non rispettava la fascia di franchigia prevista dalla legge nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti, dal 30 ottobre al 5 novembre. Di conseguenza è stato cancellato anche lo sciopero inizialmente previsto dalle 21 del 29 ottobre alle 20:59 del 30 ottobre.


Le ragioni della mobilitazione

L’Usb lega la protesta all’aumento del costo della vita e delle bollette energetiche. Tra le richieste figurano la riduzione di prezzi, tariffe, affitti e rate dei mutui, insieme a un incremento delle retribuzioni.

Il sindacato contesta inoltre le spese destinate al riarmo e la prosecuzione dei conflitti. «È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra», ha dichiarato l’organizzazione.

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