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Attualità 2 min di lettura54 min fa

Il 12 dicembre Usb porta la protesta nazionale a Roma

Il sindacato annuncia la mobilitazione dopo lo sciopero del 30 ottobre e chiede le dimissioni di Meloni

La Usb ha convocato per il 12 dicembre una manifestazione nazionale a Roma contro il carovita e il riarmo. L’annuncio è arrivato al termine dello sciopero generale del 30 ottobre, accompagnato da cortei in diverse città italiane e dal blocco dei porti in oltre 100 città di cinque continenti.

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La richiesta di dimissioni

La nuova mobilitazione è stata presentata durante un’assemblea nazionale organizzata accanto alle tende allestite ai piedi del Colosseo dopo il corteo. All’incontro hanno partecipato realtà diverse, dagli studenti universitari agli agricoltori, dai portuali ai lavoratori della ricerca.

Guido Lutrario, componente dell’esecutivo nazionale della Usb, ha spiegato: «Noi vogliamo dire a Meloni di andarsene». Secondo il sindacalista, il governo non può agire contro la Costituzione né ignorare le posizioni di una parte del Paese.


L’assemblea al Colosseo

La scelta del luogo è stata collegata dagli organizzatori al valore simbolico delle piazze. Paolo Di Vetta, del Movimento per il Diritto all’Abitare, ha definito il Colosseo una possibile «cartolina di lotta» e ha sostenuto che la fine dell’attuale governo non debba essere affidata soltanto al voto.

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All’assemblea hanno preso parte esponenti di settori differenti, riuniti attorno alle contestazioni sul costo della vita e sulle spese per il riarmo. La manifestazione del 12 dicembre sarà il prossimo appuntamento nazionale indicato dalla Usb dopo la protesta di fine ottobre.


Il rapporto con la politica

Con le elezioni politiche previste per il prossimo anno, Lutrario è stato interpellato anche sulla possibilità che il campo largo possa diventare un interlocutore del movimento. La Usb, ha spiegato, ha chiesto alla politica di ascoltare le istanze della società prima di ogni eventuale confronto.

Il sindacalista ha aggiunto che il sindacato valuterà eventuali segnali di avvicinamento da parte dei partiti, soprattutto se riconosceranno gli errori commessi e proveranno a colmare la distanza con il resto del Paese.

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