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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

A New Delhi protesta per 130 milioni di nomi cancellati

Oltre 130 milioni di nomi rimossi dagli elenchi: l’opposizione accusa il governo di colpire i cittadini più poveri.

Decine di migliaia di persone hanno manifestato a New Delhi contro la revisione delle liste elettorali indiane, che ha eliminato oltre 130 milioni di nominativi. I dimostranti hanno chiesto le dimissioni e la messa in stato d’accusa di Gyanesh Kumar, presidente della Commissione elettorale, contestando però soprattutto il governo di Narendra Modi.

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Le accuse di Rahul Gandhi

Alla protesta ha partecipato Rahul Gandhi, leader dell’opposizione, che ha rivolto parole durissime alla Commissione elettorale e all’esecutivo. Secondo Gandhi, la cancellazione dei nomi equivale a sottrarre ai cittadini la possibilità di esprimersi alle urne.

«È un furto della voce di ogni singolo cittadino indiano. È il furto del diritto di espressione di ogni cittadino. È un atto di tradimento nei confronti della nazione. È alto tradimento», ha detto Gandhi durante il corteo.

Gli slogan scanditi nella capitale hanno preso di mira anche Modi. I contestatori ritengono che l’operazione possa privare del voto milioni di persone e sostengono che la sua applicazione abbia colpito soprattutto le fasce sociali più vulnerabili.

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I nomi cancellati dagli elenchi

La revisione ha riguardato persone decedute e cittadini comparsi in più liste dopo essersi trasferiti per lavoro. In altri casi, il nome sarebbe stato eliminato senza una motivazione riconoscibile, secondo le testimonianze raccolte tra i manifestanti.

Tra loro c’è Achalka Yasin, traduttrice di 67 anni, che ha raccontato di aver dovuto impiegare tempo e risorse per riottenere il diritto di voto. «È un processo complesso, del tutto fuori dalla portata di chi è povero e senza istruzione», ha spiegato.

I critici della Commissione elettorale parlano di un intervento dettato da motivazioni politiche. A loro giudizio, il provvedimento penalizzerebbe in misura maggiore la minoranza musulmana, tradizionalmente vicina all’Indian National Congress, principale partito di opposizione e formazione legata alla famiglia Gandhi. La comunità musulmana è inoltre spesso bersaglio degli esponenti del Bjp, il partito induista nazionalista guidato da Modi.

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