9.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura13 ore fa

IA, il bivio tra corsa Usa e rischio globale: Trump e Gates divisi

Mentre Washington punta a mantenere il vantaggio sulla Cina, crescono gli avvertimenti sui possibili danni dei modelli più avanzati.

Bill Gates chiede una legge americana sull’intelligenza artificiale e avverte che affidarsi soltanto alle aziende non sarebbe sufficiente. Donald Trump, invece, considera i timori legati ai sistemi più avanzati un ostacolo da gestire senza rallentare la corsa degli Stati Uniti, soprattutto nei confronti della Cina.


Gates teme una minaccia senza precedenti

Il cofondatore di Microsoft ha sostenuto che l’IA potrebbe provocare conseguenze estreme se finisse nelle mani di soggetti ostili. In un’intervista anticipata da Nbc, Gates ha osservato che la tecnologia potrebbe arrivare a innescare eventi con un bilancio di un miliardo di vittime, pur riconoscendo quanto sia complesso formulare previsioni certe.

A suo giudizio, non esisterebbe oggi un’arma paragonabile alla combinazione tra persone intenzionate a fare del male e strumenti di IA di ultima generazione. Intervenendo a “Meet the Press”, il miliardario filantropo ha inoltre detto: “Nessuno pensa che l’autoregolamentazione basti. Quindi è necessario che a Washington venga approvata una legge”.


Trump non vuole frenare la superintelligenza

La posizione del presidente americano è opposta. Trump ha minimizzato gli allarmi collegati a decine di migliaia di episodi problematici che OpenAI, Anthropic e alcuni esperti di sicurezza starebbero esaminando nei modelli di frontiera. Intervistato da Fox News, ha difeso gli investimenti del settore e ha dichiarato: “È un settore enorme. Siamo avanti alla Cina e stiamo costruendo strutture per migliaia di miliardi di dollari. Perché dovremmo rinunciarci? Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo”.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Trump ha ribadito anche il timore che norme troppo restrittive possano consegnare a Pechino il primato tecnologico. Il presidente ha incontrato alla Casa Bianca Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, pur sostenendo che la trasformazione in corso sarebbe persino più ampia di quella introdotta da Internet e paragonabile, per portata, alla Rivoluzione Industriale.


Il nodo resta la regola globale

Per Gates, gli Stati Uniti dovrebbero assumere la guida nella definizione dei limiti all’espansione dell’IA. Tuttavia, arrivare a un’intesa internazionale sarebbe, secondo lui, ancora più complicato dei negoziati condotti durante la Guerra Fredda per contenere la proliferazione delle armi nucleari.

L’ex dirigente di Microsoft ha infine contestato la lettura dell’amministrazione Trump, accusata di guardare alla tecnologia quasi esclusivamente come a un terreno di confronto con la Cina. In questa impostazione, ha rilevato Gates, passerebbero in secondo piano i rischi più gravi per la sicurezza.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere