Venezuela, 60 morti in carcere: l’allarme sulla tubercolosi
L’ultimo decesso riguarda un detenuto di 30 anni nella struttura di Tocuyito, dove i reclusi sono molto più numerosi dei posti disponibili.
Luis Alejandro García aveva 30 anni ed è morto nel Centro di formazione Hombre Nuevo Juan López di Tocuyito, nello Stato di Carabobo. A riferire il decesso è stato l’Osservatorio venezuelano delle carceri, secondo cui il detenuto sarebbe stato colpito dalla tubercolosi.
Il caso si inserisce in un bilancio più ampio: dall’aprile 2026, sostiene l’organizzazione, sono state oltre 60 le persone decedute mentre si trovavano sotto custodia dello Stato in Venezuela.
Tocuyito, il caso più recente
La struttura ospita più di 2.200 detenuti, anche se la capienza ufficiale è fissata a 1.400 persone. Il numero effettivo dei reclusi supera quindi del 57% circa la disponibilità prevista, con un livello di occupazione superiore al 157%.
Per l’Osservatorio, una concentrazione così elevata di persone aumenta la possibilità che le malattie infettive si diffondano all’interno del carcere. A rendere più grave il quadro contribuiscono, secondo la denuncia, i ritardi nell’identificazione dei casi e le difficoltà nell’accesso alle cure mediche.
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Il rischio sanitario resta senza risposta
L’organizzazione chiede che le condizioni igienico-sanitarie del Centro Hombre Nuevo Juan López vengano affrontate con urgenza. Tra le misure indicate figura un controllo sanitario immediato dell’intera popolazione detenuta, con l’obiettivo di individuare eventuali altri casi di tubercolosi.
L’Osservatorio sollecita inoltre un accertamento sulle circostanze della morte di García. L’indagine dovrebbe chiarire anche quale assistenza medica gli sia stata garantita prima del decesso e se siano state adottate tempestivamente le misure necessarie per diagnosticare e trattare la malattia.
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