Libano, l’Ue prepara il dopo Unifil: Madrid apre alla svolta
Spagna, Italia e Francia valutano una presenza europea per sostenere Beirut, mentre Bruxelles esclude che la nuova missione possa rimpiazzare quella delle Nazioni Unite
La futura sicurezza del Libano potrebbe poggiare su una missione europea dedicata soprattutto all’addestramento e all’assistenza delle forze armate locali. Kaja Kallas ha spiegato che il progetto dell’Ue sta avanzando, ma ha chiarito che non avrebbe il compito di prendere il posto di Unifil.
L’ipotesi è legata alla conclusione del mandato della missione delle Nazioni Unite, prevista entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il coinvolgimento europeo raccoglie consensi anche a Madrid, mentre restano sul tavolo scenari alternativi ancora difficili da concretizzare.
Bruxelles accelera sul nuovo mandato
Dopo la riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue del primo settembre, Kallas aveva riferito che il lavoro preparatorio procedeva positivamente. Il piano comprende consulenza e formazione per le forze armate libanesi, con attenzione anche al controllo delle frontiere e alla sicurezza marittima.
«L’Ue non intende sostituire l’Unifil», aveva precisato l’Alto rappresentante. L’obiettivo indicato è piuttosto aumentare la capacità del Libano di gestire in autonomia la sicurezza sul proprio territorio e rafforzare le strutture statali. Una decisione sul progetto era attesa entro ottobre.
Roma e Parigi spingono per Beirut
L’idea di una presenza internazionale dopo Unifil era stata rilanciata durante il vertice intergovernativo Italia-Francia di Antibes, il 25 giugno. In quella sede Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron avevano annunciato l’intenzione di costruire una coalizione a sostegno del Libano e di valutare anche una conferenza internazionale.
Meloni aveva sottolineato che Italia e Francia possono incidere sulla crisi, mentre Macron aveva prospettato una collaborazione più ampia con le autorità libanesi. Secondo il presidente francese, una forza multinazionale dovrebbe affiancare le truppe del Paese, tutelarne l’integrità territoriale e sostenere il principio secondo cui il controllo delle armi deve spettare alle forze armate libanesi.
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Ad agosto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva confermato la volontà italiana di restare impegnata in Libano anche dopo la conclusione della missione delle Nazioni Unite. L’obiettivo indicato era accompagnare il ritorno dell’area sotto la sovranità di Beirut.
Madrid valuta due strade
La Spagna ha manifestato disponibilità a esaminare la proposta di una missione guidata dall’Ue, sostenuta già da Italia e Francia. L’iniziativa sarebbe orientata principalmente alla formazione, all’assistenza e al potenziamento delle capacità delle forze armate libanesi.
Madrid considera possibile anche il prolungamento di Unifil, ma questa soluzione appare oggi meno concreta: non avrebbe infatti il sostegno di Stati Uniti e Israele. Il futuro della presenza internazionale in Libano resta quindi legato alla ricerca di un’intesa politica e operativa più ampia.
A Bruxelles, lunedì 28 settembre, Guido Crosetto ha discusso il tema con la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles Fernández, a margine del Consiglio Affari Esteri nella formazione Difesa. Il confronto ha riguardato anche il rafforzamento della difesa europea, la sicurezza marittima e il contributo di Italia e Spagna alle operazioni navali EUNAVFOR ATALANTA e ASPIDES, impegnate nella tutela della navigazione.
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