Hormuz, l’Iran sfida gli Usa mentre lo Yemen stringe il Mar Rosso
Riad sostiene la controffensiva contro gli Houthi, mentre Teheran sostiene che le navi americane si siano allontanate dalle acque vicine.
Teheran alza il tono e sostiene che le unità navali statunitensi abbiano lasciato le acque più vicine all’Iran. Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione, ha affermato che non risultano navi Usa nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman né nella zona settentrionale dell’Oceano Indiano. «Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1.000 chilometri dal territorio iraniano», ha detto alla televisione di Stato.
Teheran minaccia una reazione totale
La presa di posizione è arrivata mentre resta alta la tensione sul fronte iraniano. Teheran ha avvertito che, in caso di conflitto, le conseguenze non resterebbero limitate all’area direttamente coinvolta: «Se scoppia una guerra contro di noi, le fiamme travolgeranno tutti».
Nel frattempo, le autorità iraniane non hanno segnalato l’apertura di nuove ostilità. Le dichiarazioni di Fadavi descrivono però uno scenario nel quale le navi americane avrebbero arretrato di oltre 1.000 chilometri rispetto alla costa iraniana.
Riad punta sul controllo dello stretto
Sul Mar Rosso, l’Arabia Saudita ha invece intensificato il sostegno alle forze governative yemenite, fornendo addestramento, armamenti e appoggio aereo. Riad ha anche sollecitato assistenza logistica agli alleati con l’obiettivo di riaprire la rotta marittima e fermare gli attacchi Houthi contro il territorio saudita.
I raid condotti nella provincia di Sana'a hanno provocato due vittime, tra cui una studentessa, mentre altre sette persone sono rimaste ferite. Parallelamente, i ribelli hanno guadagnato terreno nei dintorni di Taiz, occupando alcuni segmenti di una strada montana e accerchiando le unità governative presenti nell’area.
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Bab el-Mandeb torna conteso
L’offensiva governativa, sostenuta da circa un centinaio di caccia sauditi, ha permesso di occupare posizioni strategiche nell’area di Dhubab, dove il passaggio marittimo raggiunge la sua larghezza minima. Le truppe hanno inoltre ripreso la pista di atterraggio locale e separato i combattenti Houthi ancora presenti nella zona.
Un esponente del governo ha riferito tuttavia che gli scontri non sono terminati e proseguono nei pressi di una base militare affacciata sullo stretto. La perdita delle posizioni costiere rende più complesso per gli Houthi ostacolare il traffico navale, ma il gruppo potrebbe ancora utilizzare droni lanciati da aree più settentrionali o dall’interno del Paese.
L’operazione, denominata «Alba dello Yemen», è stata annunciata domenica dal governo riconosciuto dalla comunità internazionale. Il presidente Rashad al-Alimi ha promesso di proseguire la guerra «fino a quando il Paese non sarà liberato dalla morsa della milizia terroristica».
I contrattacchi sono stati avviati contemporaneamente su più direttrici, compresa la provincia di Sanaa. L’obiettivo immediato è consolidare la presenza governativa lungo Bab el-Mandeb, uno dei passaggi decisivi per il trasferimento del petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.
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