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Attualità 3 min di lettura55 min fa

Hiv, costi oltre 2 miliardi nel 2030 senza nuovi interventi

Un rapporto presentato a Roma indica nella PrEP una misura per ridurre infezioni, spesa e differenze territoriali

La spesa annuale per l’Hiv in Italia potrebbe oltrepassare 2,03 miliardi di euro nel 2030. La stima, presentata il 27 ottobre a Roma, considera un aumento medio del 3,6% ogni anno in assenza di nuove misure.

Secondo il rapporto, la priorità non consiste tanto nell’introdurre strumenti inediti quanto nel rendere uniformi le pratiche già disponibili. L’obiettivo è ridurre le disparità tra Regioni e rendere più efficace l’assistenza alle persone con Hiv.

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Prevenzione e accesso alle cure

Stefano Vella, professore aggregato di Salute Globale all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e di Metodologia della ricerca clinica all’università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha richiamato la necessità di distribuire in modo omogeneo test, terapie e prevenzione. «Gli strumenti per cambiare la traiettoria dell'Hiv esistono già: terapie efficaci, strategie di prevenzione innovative, un quadro normativo consolidato ed esperienze regionali che dimostrano come sia possibile ottenere risultati concreti», ha affermato.

Il documento propone di rafforzare il coordinamento nazionale, aumentare i test rapidi e quelli disponibili vicino alle persone, garantire un accesso uniforme alla PrEP e aggiornare i percorsi diagnostici e assistenziali. Tra le indicazioni figura anche il potenziamento delle reti tra centri specialistici, strutture periferiche, servizi territoriali e comunità.

Nel 2024 il 75,6% degli utilizzatori della PrEP risultava concentrato in Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Le formulazioni a lunga durata, somministrate periodicamente in ambito ospedaliero, possono inoltre favorire controlli aggiuntivi per clamidia, gonorrea, sifilide, epatiti e Papillomavirus.


Le diagnosi registrate nel 2024

Nel corso del 2024 sono state rilevate in Italia 2.379 nuove diagnosi di Hiv. In 40,3% dei casi l’infezione è stata individuata quando il sistema immunitario era già fortemente debilitato; inoltre, l’83,6% delle nuove diagnosi di Aids riguardava persone che avevano ricevuto la diagnosi di positività nei sei mesi precedenti.

Un’analisi del 2021 ha stimato gli effetti del ritardo nelle cure provocato dalla pandemia di Covid-19. La ripresa immediata della terapia per chi aveva ricevuto una nuova diagnosi nello stesso anno avrebbe potuto evitare fino a 687 decessi entro dieci anni, considerando una continuità terapeutica senza interruzioni.

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Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive dell’università Tor Vergata di Roma e componente del Consiglio superiore di sanità, ha ricordato che le terapie attuali permettono una durata e una qualità della vita simili a quelle della popolazione generale. «Questi risultati dipendono da una diagnosi tempestiva e da una presa in carico continuativa», ha dichiarato, indicando nella PrEP a lunga durata una protezione capace di abbattere il rischio di trasmissione in specifici gruppi ad alta esposizione.


Il peso economico dell’infezione

Il rapporto valuta in circa 1,4 miliardi di euro la quota della spesa prevista per il 2030 riconducibile a nuove infezioni che, in linea teorica, potrebbero essere evitate. Per questo la prevenzione viene considerata anche uno strumento per contenere gli esborsi futuri legati alle cure e all’assistenza.

La gestione diretta di una persona con Hiv costa in media 9.762,92 euro all’anno. Nell’arco di 39 anni, la spesa cumulativa stimata raggiunge 222.674,77 euro per paziente.

Tra le persone seguite in Italia, il 93% risultava virologicamente soppresso in un recente studio. Tuttavia, il 42% aveva mostrato un’aderenza non ottimale nei dodici mesi precedenti; oltre la metà aveva più di 50 anni e circa il 60% conviveva con almeno un’altra patologia non collegata all’Hiv.

Il rapporto “Cambiare la traiettoria dell’Hiv in Italia: prevenzione, equità e innovazione per un Ssn sostenibile” è stato presentato durante un incontro dedicato ai costi e alle prospettive del Servizio sanitario nazionale, organizzato da Cencora e ViiV Healthcare. Fabio Vecchio, direttore per l’accesso al mercato, gli affari istituzionali e la comunicazione di ViiV Healthcare Italia, ha spiegato che l’iniziativa punta a fornire dati e proposte per semplificare i percorsi e rendere l’accesso più equo e tempestivo.

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