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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Quasi 46 mila stranieri reclutati da Mosca, oltre 5.400 africani

Rapporto e dati ucraini indicano offerte di lavoro ingannevoli rivolte soprattutto a cittadini di Paesi fragili

La Russia avrebbe ampliato il reclutamento di cittadini africani da destinare alla guerra in Ucraina, ricorrendo anche a modalità fraudolente. La denuncia emerge da un rapporto della Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Ucraina e da dati attribuiti ai servizi segreti ucraini.

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Gli arruolamenti in Africa

Nei primi nove mesi del 2026 sarebbero stati ingaggiati 699 cittadini del Burundi e 530 dello Zimbabwe. Nello stesso periodo del 2025, le cifre erano state rispettivamente di 30 e 65 persone.

Aumenti risultano segnalati anche per cittadini della Repubblica Democratica del Congo, della Sierra Leone, del Sudan e del Camerun. La ricerca russa si sarebbe concentrata soprattutto su Stati africani segnati da povertà e fragilità politica.

Secondo le informazioni raccolte dai servizi ucraini, dall’inizio dell’invasione Mosca avrebbe arruolato quasi 46 mila stranieri provenienti da 151 Paesi. Tra loro ci sarebbero più di 5.400 africani.


Le promesse di lavoro

La commissione delle Nazioni Unite riferisce che autorità russe e intermediari avrebbero coinvolto persone di almeno 29 Paesi attraverso raggiri e pressioni. Le modalità descritte potrebbero configurare episodi di tratta di esseri umani.

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A molti aspiranti reclute sarebbero stati proposti impieghi civili nei trasporti, nell’edilizia o nella ristorazione. Una volta arrivate in Russia, però, alcune sarebbero state indotte o costrette a sottoscrivere contratti militari.


Gli avvertimenti dei governi

Il rapporto segnala inoltre che diversi stranieri sarebbero stati mandati a combattere dopo un addestramento ridotto. Alcuni, secondo la ricostruzione, avrebbero perso la vita al fronte.

Soltanto una parte dei governi africani ha denunciato pubblicamente il fenomeno. Kenya, Ghana, Sudafrica e Botswana hanno invitato i propri cittadini a diffidare delle offerte di lavoro sospette collegate alla Russia.

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