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Attualità 5 min di lettura6 giorni fa

Hawking, la biografia che incrina il mito: ecco cosa rivela

Il libro di Graham Farmelo ridisegna Stephen Hawking oltre l’icona del genio coraggioso, tra tratti difficili, tensioni private e accuse di scorrettezza accademica.

La stessa immagine di Stephen Hawking che per anni ha dominato il dibattito pubblico viene ora rimessa in discussione da una nuova biografia autorizzata. Nel volume di Graham Farmelo, Hawking: His Life and Work, emerge un ritratto molto meno lineare, mentre il Guardian osserva che lo scienziato venne spesso protetto anche quando il suo comportamento destava perplessità.

A rendere ancora più netto il cambio di prospettiva è il giudizio attribuito allo stesso biografo: Hawking resta un gigante della fisica, ma la sua vicenda personale appare segnata da tratti dominanti e rapporti complicati. Farmelo, infatti, sottolinea che la sua determinazione, la sua capacità di resistere e la sua tenacia hanno avuto un peso decisivo nel consentirgli di costruire una carriera straordinaria.


Un carattere difficile fin dall'inizio

Le crepe nel mito non riguardano solo la vita adulta. Già in famiglia, secondo quanto riporta il libro, il temperamento di Hawking suscitava dubbi e inquietudine. Il padre Frank lo descriveva come qualcuno che prendeva molto e restituiva poco, mentre la sorella Mary lo definì “Una delle persone più egocentriche che abbia mai incontrato“.

Anche da studente il suo comportamento veniva giudicato problematico. A Oxford, dove gli amici lo avevano soprannominato “Moomin”, si dice che dedicasse all’università circa un’ora al giorno; a Cambridge, il suo atteggiamento sarebbe diventato ancora più spigoloso, fino a risultare fastidiosamente altezzoso. Dopo i primi segnali della sclerosi laterale amiotrofica, arrivò perfino a calmare la paura di una possibile lesione cerebrale ascoltando in cuffia una sua registrazione in cui ripeteva: “Sei un genio”.


La vita privata sotto pressione

La malattia, che il Telegraph definisce una “prigione orribile”, aggravò tensioni già presenti nella sfera familiare. Nel racconto del Guardian, il legame con la prima moglie Jane fu segnato da richieste rigide e da scarsa attenzione per i suoi interessi, un insieme di elementi che finì per isolarla progressivamente.

I dubbi non erano limitati alla moglie. La madre Isobel, nel suo diario del 1970, si interrogava apertamente sulla relazione con Jane, senza riuscire a capire se si trattasse di una sfida al destino o di una costruzione forzata. Nella stessa linea, tentava di giustificare i modi del figlio con una sorta di indulgenza verso il “grand’uomo”, pur riconoscendo che in altri sarebbe stata semplice maleducazione. La distanza affettiva toccava anche i figli, uno dei quali lo ricordava come estremamente competitivo, mentre il fratello adottivo Edward parlava di freddezza e di una vicinanza mai davvero nata. Il biografo sintetizza il rapporto con il padre come un autentico “spreco d’amore”.


Meriti scientifici e ombre etiche

Sul piano accademico, il libro non nega la portata della sua intuizione più celebre: Hawking capì che l’ipotesi di Roger Penrose sul collasso dei buchi neri poteva essere letta, in un certo senso, alla luce del Big Bang. Però, accanto a questo riconoscimento, il Guardian e il Telegraph richiamano episodi che sollevano questioni di correttezza e di uso del prestigio personale.

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Tra i casi citati c’è quello di Jacob Bekenstein: Hawking ne ridicolizzò inizialmente la tesi sull’entropia dei buchi neri, salvo poi appropriarsene quando si accorse che era corretta. Farmelo riferisce anche il comportamento tenuto nei confronti di Andrew Farley, giovane dottorando che aveva trovato dati contrari a una congettura dello scienziato sulla perdita di informazioni nei buchi neri; in quell’occasione Hawking avrebbe persino cercato di farlo espellere dal programma di Cambridge. Secondo il biografo, diversi colleghi pensavano che i suoi interventi fossero centrati quasi esclusivamente su di lui e che concedesse poco merito agli altri.

A tutto questo si aggiunge il tema delle reazioni mancanti. Il commentatore del Guardian osserva che molti tacevano per timore di sembrare meschini, soprattutto nei confronti di una persona con disabilità. E Peter Higgs, ricordando le frequenti uscite pubbliche di Hawking su questioni lontane dal suo campo, arrivò a definirle “stronzate totali”, accusandolo di parlare di argomenti che non conosceva davvero.


Tra sessismo, gossip e disincanto

Anche il capitolo sui rapporti con l’ambiente accademico e mediatico è pieno di episodi imbarazzanti. Farmelo racconta che, dopo alcune scommesse scientifiche perse dai colleghi, Hawking li costrinse a tenere lezioni con magliette che mostravano donne seminude. In un altro episodio, per assecondare la sua ossessione per Marilyn Monroe, il suo entourage fece intervenire una sosia che gli cantò “Happy Birthday” con “voce sussurrata“.

Il Guardian sottolinea che etichette come “flirtare”, usate in chiave benevola dal biografo, sarebbero probabilmente state lette in modo diverso se Hawking non fosse stato costretto sulla sedia a rotelle. Nel libro entra anche la questione Jeffrey Epstein: Farmelo precisa che il fisico partecipò nel 2006 a una conferenza sostenuta dal finanziere, ma non sull’isola di quest’ultimo, e chiarisce che la foto che lo ritrae con donne in costume non aveva alcun legame diretto con Epstein.

Alla fine, la conclusione che emerge dal Guardian è netta: trattare Hawking come un uomo tra gli altri, e non come un simbolo intoccabile, diventa quasi un passaggio necessario per andare oltre il pietismo legato alla disabilità. Lo stesso scienziato, del resto, non amava la retorica dell’eroe e aveva lasciato nel suo computer vocale una risposta che lo riassume bene: “Non è che avessi scelta e abbia deliberatamente scelto un percorso difficile. Ho solo fatto l’unica cosa che mi era possibile in quella situazione”.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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