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Attualità 3 min di lettura4 ore fa

Guilfoyle fuori da Atene: la telefonata che riaccende lo scontro con Harris

L’ex procuratrice e volto televisivo vicino a Trump lascia l’ambasciata in Grecia tra accuse respinte, polemiche sui rapporti con imprenditori e tensioni politiche.

Oltre vent’anni dopo il loro incrocio negli uffici giudiziari di San Francisco, Kimberly Guilfoyle e Kamala Harris tornano legate da una vecchia rivalità. Guilfoyle ha raccontato che l’attuale ex vicepresidente le avrebbe telefonato fingendosi parte di una commissione per comunicarle, falsamente, che non aveva ottenuto un posto da procuratrice.

«Fece finta di essere un membro della commissione per le assunzioni, che non esisteva neanche», aveva sostenuto Guilfoyle in un’intervista del settembre 2024. Harris ha sempre respinto questa ricostruzione, mentre Guilfoyle, nello stesso periodo, aveva invitato gli elettori a fare il possibile per impedirle di arrivare alla Casa Bianca.

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Un passato tra procura e politica

Le due donne si erano sfiorate professionalmente all’inizio degli anni Duemila, quando entrambe gravitavano attorno all’ufficio del procuratore distrettuale di San Francisco. Guilfoyle lavorò come assistente procuratrice tra il 2000 e il 2004, proprio negli anni in cui era sposata con Gavin Newsom.

Newsom, allora esponente democratico in crescita, aveva sposato Guilfoyle nel 2001, prima di diventare sindaco della città nel 2003. La coppia fu celebrata da Harper’s Bazaar nel settembre 2004 come una possibile nuova dinastia politica, ma pochi mesi dopo avviò le pratiche per il divorzio.


L’ambasciatrice annuncia l’uscita

La conclusione dell’incarico diplomatico è stata confermata dalla stessa Guilfoyle, dopo la scelta della Casa Bianca di affidare il ruolo di portavoce a Katie Zacharia. L’ex ambasciatrice ha negato ogni addebito e ha promesso di tutelare la propria immagine.

«Le accuse contro di me sono false e difenderò con determinazione il mio nome, la mia reputazione e la mia integrità», ha scritto Guilfoyle. In un messaggio pubblicato su X ha inoltre ringraziato Donald Trump e Marco Rubio, definendo il servizio per gli Stati Uniti il più grande onore della sua vita e confermando il sostegno all’agenda “Prima l’America”.


Trump prende le distanze

Trump ha spiegato di non aver avuto un colloquio diretto con Guilfoyle prima della decisione. Il presidente ha detto che alcune notizie sul suo conto lo avevano contrariato, pur riconoscendo che l’ambasciatrice stava svolgendo bene il proprio lavoro.

Il capo della Casa Bianca ha anche precisato che Guilfoyle non appartiene alla sua famiglia, ricordando soltanto la relazione avuta in passato con Donald Trump Jr. La nomina ad Atene era arrivata nel dicembre 2024, pochi mesi dopo la fine del fidanzamento tra i due.

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Dalle cautele alle accuse

Già nella notte precedente Trump aveva lasciato intendere che la situazione fosse diventata problematica, affermando che l’amministrazione stava esaminando la vicenda senza esserne soddisfatta. Le sue parole erano apparse più severe rispetto alle prime reazioni, quando aveva detto di conoscere poco il caso e aveva descritto Guilfoyle come una persona sempre gentile.

A settembre, un’inchiesta del Wall Street Journal aveva sollevato interrogativi sui rapporti dell’ambasciatrice con alcuni imprenditori greci. Tra i soggetti citati figuravano un’impresa edile e una società di consulenza politica, accusate di averle offerto viaggi di lusso; Guilfoyle avrebbe inoltre spinto alcuni governi balcanici, tra cui Bulgaria e Albania, a collaborare con l’azienda di costruzioni.


I nodi sui rapporti greci

La stessa ricostruzione aveva riferito di una cena durante la quale Guilfoyle avrebbe sostenuto che gli Stati Uniti possono favorire cambiamenti politici in altri Paesi. L’episodio avrebbe creato imbarazzo al ministro greco dell’Energia, presente all’incontro.

Un’altra contestazione è emersa attraverso alcuni messaggi attribuiti all’ex ambasciatrice e indirizzati al finanziatore di Trump Eric Deters. Nei giorni che precedevano la sua audizione al Senato, Guilfoyle gli avrebbe chiesto di saldare un debito da 100mila dollari con American Express, prospettandogli in cambio un accesso privilegiato all’amministrazione Trump.


Un’alleata diventata ingombrante

La richiesta di lasciare l’incarico ha coinvolto una figura rimasta per anni vicina al presidente e alla sua cerchia familiare. Il caso è arrivato mentre i repubblicani affrontano sondaggi sfavorevoli in vista delle elezioni di metà mandato, rendendo ancora più delicata la gestione politica della vicenda.

Quando l’aveva scelta per la sede diplomatica in Grecia, Trump aveva presentato Guilfoyle come un’amica e una sostenitrice, valorizzandone l’esperienza maturata nel diritto, nei mezzi di comunicazione e nella politica. Prima del passaggio a Fox News, dove era diventata una delle più riconoscibili sostenitrici conservatrici del presidente, Guilfoyle aveva lavorato nella procura di San Francisco tra il 2000 e il 2004.

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