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Attualità 3 min di lettura52 min fa

Strade, la svolta dal 2028: multe calcolate al chilometro e guida autonoma

Il decreto riscrive sanzioni, assicurazioni e abilitazioni: il testo ora passa alle Camere prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2028.

La guida autonoma viene riconosciuta per la prima volta nella definizione stessa di veicolo, mentre le sanzioni per chi supera i limiti saranno commisurate alla velocità effettiva dell’infrazione. Sono tra le novità del decreto legislativo sul nuovo Codice della strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri e destinato ora all’esame del Parlamento, che potrà esprimere un parere non vincolante.

Il provvedimento comprende 294 articoli e interviene anche sui controlli per i veicoli privi di assicurazione, sulla durata delle patenti e sulle regole per motociclisti, autotrasportatori e persone con disabilità. Il debutto delle nuove disposizioni è fissato al 1° gennaio 2028.

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La velocità peserà sul conto

Il sistema delle multe cambia metodo: non sarà più considerata soltanto la fascia di superamento prevista dalla norma, ma il numero preciso di chilometri orari oltre il limite. L’obiettivo indicato nella relazione illustrativa è rendere la sanzione proporzionata alla gravità concreta della violazione.

In autostrada il calcolo preso come riferimento è di 10 euro per ogni chilometro orario eccedente. Così, uno sforamento di 11 chilometri porterebbe a una multa di 110 euro, mentre 40 chilometri oltre il limite determinerebbero una sanzione di 400 euro. Nei centri abitati, con limiti fissati a 50 o 30 chilometri orari, la base indicata è di 5 euro per ogni chilometro: a 61 chilometri orari in una strada con limite di 50 la cifra sarebbe di 55 euro, mentre a 90 chilometri orari arriverebbe a 200 euro.


Senza assicurazione, controlli più duri

Il decreto rafforza l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione per individuare i veicoli che circolano senza copertura. Il proprietario riceverà una richiesta di chiarimento, con la possibilità di dimostrare un motivo di esenzione oppure di regolarizzare l’assicurazione entro il termine previsto.

Se ciò non avviene, potrà essere imposto un divieto digitale di circolazione. In caso di successivo controllo su strada, la procedura di sequestro potrà partire direttamente da parte dell’autorità che ha accertato la violazione. In linea generale, le sanzioni commesse con un veicolo non assicurato raddoppieranno; anche la decurtazione dei punti salirà da 5 a 7.

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La guida autonoma entra nel Codice

Il testo elimina dalla definizione di veicolo l’obbligo che sia sempre condotto materialmente da una persona. Nella fase iniziale, tuttavia, sarà necessario un controllore a bordo, pronto a intervenire in caso di emergenza.

Quando sarà operativo l’Osservatorio sui sistemi a guida automatizzata previsto dal nuovo Codice, la supervisione potrà essere effettuata anche a distanza. Il controllore manterrà comunque la responsabilità della circolazione e, ai fini delle norme stradali, sarà considerato alla stregua del conducente.


Patenti e trasporto professionale

Tra le misure previste figura anche il rinnovo decennale della patente B per chi ha fino a 65 anni. Per il trasporto professionale, invece, il provvedimento consente di proseguire l’attività fino al compimento dei 70 anni.

L’impianto complessivo punta a semplificare e rendere più digitali le procedure, rivedendo allo stesso tempo le regole di comportamento e il sistema delle sanzioni. La relazione accompagna queste modifiche con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza stradale e di riordinare le competenze delle amministrazioni coinvolte.

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