Guilfoyle lascia la Grecia: Trump prende le distanze dalle accuse
L’ambasciatrice statunitense rinuncia all’incarico dopo le pressioni della Casa Bianca, mentre respinge ogni sospetto di corruzione e annuncia battaglia per difendersi.
Donald Trump ammette di non aver gradito quanto emerso sul conto di Kimberly Guilfoyle, pur riconoscendo il lavoro svolto dall’ambasciatrice statunitense in Grecia. Nel frattempo, la diplomatica ha rinunciato all’incarico dopo che la Casa Bianca le aveva chiesto di farsi da parte.
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Trump raffredda il rapporto con Guilfoyle
«Stava facendo un buon lavoro in Grecia, ma non ci è piaciuto quello che abbiamo letto. Non ci ho parlato direttamente», ha detto Trump, commentando la vicenda. Le sue parole segnano una presa di distanza dalle contestazioni che hanno coinvolto la rappresentante diplomatica.
L’uscita di scena è stata resa pubblica dalla stessa Guilfoyle attraverso un messaggio diffuso su X. La funzionaria ha ricordato il valore attribuito al proprio incarico e ha ringraziato Donald J. Trump e il Segretario di Stato Marco Rubio per l’opportunità di rappresentare gli Stati Uniti.
La Casa Bianca aveva chiesto l’addio
La richiesta di dimissioni è stata comunicata da Katie Zacharia durante un incontro con i giornalisti. «La Casa Bianca ha chiesto all’ambasciatrice Guilfoyle di dimettersi. È stata una risorsa preziosa per la squadra e le auguriamo il meglio», ha affermato la nuova portavoce dell’amministrazione.
Alla base della decisione ci sarebbero presunte irregolarità nel comportamento della diplomatica. Le ricostruzioni citate nel caso parlano di regali di alto valore che Guilfoyle avrebbe accettato durante il mandato e di richieste di denaro rivolte a persone interessate ad avere accesso a esponenti dell’amministrazione, prima della sua conferma da parte del Senato.
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Le accuse e la replica dell’ex ambasciatrice
Tra gli episodi finiti sotto esame c’è il racconto di Eric Deters, ex finanziatore di Trump. L’uomo avrebbe riferito di aver ricevuto da Guilfoyle un messaggio con la richiesta di un bonifico da 100 mila dollari, destinato a coprire il saldo di una carta American Express.
Guilfoyle, già legata sentimentalmente a Donald Trump Junior, ha respinto con fermezza ogni addebito. «Le accuse recentemente rivolte contro di me sono false e difenderò con decisione il mio nome, la mia reputazione e la mia integrità», ha scritto, sostenendo di aver dedicato la propria carriera alla giustizia e alla difesa dei valori degli Stati Uniti.
La diplomatica ha inoltre dichiarato di non voler consentire che contestazioni da lei definite infondate mettano in discussione i suoi decenni di servizio pubblico. Con la rinuncia all’incarico in Grecia, si chiude così la sua esperienza alla guida della rappresentanza statunitense nel Paese.
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