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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Google Maps non basta: il Tar riapre il caso dell’asilo di Palermo

La Regione dovrà verificare direttamente barriere, accessi e area giochi dopo aver negato la parità scolastica sulla base di immagini online

La pratica dovrà essere rivalutata dalla Regione entro due mesi, con un controllo effettuato direttamente nella struttura. È questa la conseguenza della decisione cautelare del Tar della Sicilia, che ha ritenuto insufficienti le sole immagini disponibili online per stabilire se l’asilo possieda i requisiti richiesti.

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Il sopralluogo diventa decisivo

Secondo i giudici, fotografie e riprese reperite in rete possono aiutare gli uffici a individuare eventuali criticità, ma non sostituiscono gli accertamenti tecnici sul posto. Nella motivazione si legge che «le immagini così acquisite potevano giustificare un approfondimento istruttorio, ma non erano di per sé decisive rispetto a questioni tecniche».

La verifica dovrà concentrarsi su elementi come l’accessibilità dell’edificio, la presenza di una rampa per le persone con disabilità, la conformazione degli spazi all’aperto e le modalità di ingresso. Proprio perché questi aspetti possono incidere sull’avvio dell’anno scolastico, il tribunale ha accolto la richiesta cautelare presentata dai gestori.


La scuola contesta la valutazione a distanza

Nel ricorso, i responsabili dell’istituto hanno sostenuto di avere già consegnato documentazione tecnica e autorizzazioni sanitarie approvate. A loro avviso, la rampa presente nell’immobile non sarebbe stata considerata in modo adeguato durante l’esame della domanda.

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La controversia nasce dalla richiesta di riconoscimento della parità scolastica per l’anno 2026/2027. L’amministrazione regionale l’aveva respinta dopo avere valutato l’edificio senza inviare propri funzionari per un sopralluogo, prendendo in considerazione anche immagini di Google Street View.


Le contestazioni sollevate dalla Regione

Dalla valutazione degli uffici erano emersi dubbi sull’eventuale presenza di ostacoli architettonici e sull’idoneità degli spazi esterni destinati alle attività dei bambini. Tra gli elementi osservati a distanza figuravano anche il dislivello tra la struttura e la strada, alcuni gradini e le caratteristiche dell’area per il gioco.

Ora la Regione dovrà riesaminare l’intera pratica alla luce degli accertamenti diretti indicati dal Tar. Il nuovo esame non potrà quindi basarsi soltanto sulla consultazione di immagini disponibili in rete, ma dovrà tenere conto delle condizioni effettive dell’edificio e delle strutture già documentate dalla scuola.

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