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Attualità 2 min di lettura28 set

Golden visa, il Portogallo accelera: 2.685 permessi nel 2025

Le autorizzazioni per investimento raggiungono il livello più alto dall’avvio del programma, mentre cambiano le regole e torna la Russia tra i Paesi ammessi.

Il Portogallo ha chiuso il 2025 con 2.685 autorizzazioni di soggiorno concesse a investitori stranieri: mai, dal lancio del programma nel 2012, erano stati registrati numeri così elevati. La soglia dei 2mila permessi annui è stata superata per il terzo anno consecutivo.

A guidare la classifica dei beneficiari sono ancora una volta gli Stati Uniti, davanti a Cina, Regno Unito, Turchia, India, Russia, Brasile e Sudafrica. Per gli investitori, il programma consente di vivere e lavorare nel Paese, spostarsi nell’area Schengen e chiedere il ricongiungimento dei familiari.


La domanda straniera continua a crescere

I dati sono stati diffusi dall’Agenzia per l’integrazione, le migrazioni e l’asilo (Aima). Gli statunitensi occupano il primo posto per il quarto anno di fila, confermando la loro presenza prevalente tra coloro che ottengono questo tipo di autorizzazione.

Il meccanismo, noto tecnicamente come Ari, lega il rilascio del permesso alla realizzazione di investimenti in Portogallo. L’impennata registrata dal 2023 arriva quindi in una fase in cui il programma è stato profondamente ridisegnato rispetto alla sua impostazione originaria.


Niente più acquisto di immobili

Dal 2023 non è più possibile accedere al golden visa attraverso l’acquisto di proprietà immobiliari. Le alternative oggi comprendono l’ingresso in fondi non legati al settore immobiliare, il sostegno alla ricerca scientifica e il finanziamento di iniziative artistiche o culturali.

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Tra le possibilità rientrano anche investimenti destinati ad attività capaci di creare o salvaguardare posti di lavoro. La misura continua dunque a rivolgersi ai grandi investitori, ma con criteri diversi da quelli che avevano favorito il ricorso al mercato immobiliare.


La Russia è tornata nell’elenco

La presenza della Russia tra i principali Paesi di provenienza si deve alla riammissione decisa nel maggio 2024. Mosca era stata esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina, avvenuta all’inizio del 2022.

Aima ha motivato il nuovo orientamento richiamando l’evoluzione delle decisioni dei tribunali portoghesi, applicabile ai cittadini russi e bielorussi che non risultano colpiti da sanzioni. La riapertura riguarda quindi soltanto le persone che rientrano in questa condizione.

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