Goggia, il ritorno resta un enigma: «Devo essere lucida
La campionessa olimpica racconta il doppio contagio contratto in Argentina, i giorni difficili e il percorso necessario per poter tornare sugli sci
Il ricordo di Elena Fanchini ha dato a Sofia Goggia l’occasione per parlare del valore dei legami, oltre i risultati sportivi. Dal palco del Festival dello Sport di Trento, la campionessa ha rievocato il rapporto con le sorelle Nadia, Sabrina ed Elena, scomparsa nel 2023 a 37 anni a causa di un tumore.
Goggia ha spiegato di essere stata accolta dalle Fanchini come una sorella minore quando è entrata nella Nazionale. Elena, in particolare, rappresentava per lei una presenza protettiva, quasi una “mamma chioccia”. Il riferimento è arrivato anche parlando del bronzo conquistato l’8 febbraio ai Giochi di Milano-Cortina: un risultato importante, ma non più prezioso dei momenti condivisi con le persone care.
La salute prima del ritorno
La sciatrice bergamasca non ha ancora fissato una data per rientrare in pista. La fase più intensa della malattia sembra superata, ma il recupero procede in modo irregolare: alcune giornate sono positive, mentre in altre la stanchezza torna a farsi sentire fin dal mattino.
Non essendoci una cura specifica, i medici le hanno indicato soprattutto il riposo e il passare del tempo. Goggia ha chiarito che non indosserà di nuovo gli sci finché non avrà recuperato pienamente le energie e la necessaria lucidità. L’obiettivo rimane tornare ad allenarsi il prima possibile, senza però forzare le tappe.
Due infezioni dietro quei sintomi
Gli esami svolti in Italia hanno permesso di individuare l’origine dei disturbi. Dopo circa due settimane caratterizzate da diversi accessi in ospedale, i medici hanno ricostruito una doppia infezione: la Chikungunya, trasmessa dalla puntura di una zanzara infetta, e il Parvovirus B19.
Secondo il racconto della 33enne, quest’ultimo agente è poco frequente negli adulti e sarebbe responsabile dei problemi neurologici, dei dolori articolari e della debilitazione più marcata. I due virus, insieme, hanno quindi dato una spiegazione al quadro emerso dagli accertamenti.
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L’allenamento interrotto in Argentina
A Ushuaia Goggia stava affrontando la preparazione come nelle precedenti trasferte: quella appena iniziata era la sua quattordicesima esperienza in Argentina. In estate, però, aveva già cominciato ad avvertire una diminuzione delle forze, attribuita inizialmente alle temperature elevate e all’intensità del lavoro.
Durante la permanenza sudamericana la situazione è peggiorata. Sono comparsi dolori articolari insoliti e particolarmente intensi, accompagnati da gambe fragili, difficoltà di coordinazione e tremori. La campionessa ha raccontato di non riuscire nemmeno a salire le scale, un limite molto diverso dai normali fastidi che riusciva a gestire con gli antinfiammatori.
«Non posso fare piani»
Il rientro anticipato dalla preparazione è stato dunque imposto dalle condizioni fisiche. A circa 20 giorni dall’avvio della stagione, Goggia ha ammesso di non poter stabilire una tabella precisa per il ritorno alle gare: «Ho preso un virus poco comune, non c’è una cura. Ora non posso fare piani».
Intervenuta al Festival dello Sport e ai microfoni di Sky Sport, ha descritto una convalescenza ancora in corso. La parte più acuta della malattia è ormai alle spalle, ma i postumi restano pesanti: «Sono sulla coda ma mi sta lasciando parecchi strascichi». Per questo, prima di pensare alle discese, dovrà ritrovare una condizione completa e stabile.
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