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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Giovani e sostenibilità, il dato che cambia tutto: anche il digitale pesa

L’ultima ricerca di Angelini Industries mostra una generazione più attenta agli effetti della tecnologia, pronta ad agire ma ancora scettica sui risultati.

Nel 2025 Angelini Industries ha fatto registrare diversi progressi sul fronte ambientale, sociale e della governance. Il gruppo ha tagliato del 25% le emissioni di CO2 rispetto all’anno precedente, portando al 100% la quota di energia elettrica rinnovabile certificata utilizzata nelle sedi italiane.

Anche la produzione interna di energia rinnovabile è aumentata del 28%, raggiungendo 9.292 Gj. Sul versante della formazione, ogni dipendente ha seguito in media 41,4 ore di corsi, quasi il doppio della media europea di 21,87 ore, per un totale superiore a 155mila ore.


Obiettivi ambientali già misurabili

I risultati rientrano nel piano triennale ambientale, sociale e di governance avviato nel 2024, che comprende 14 traguardi. Tra le misure adottate figurano l’inserimento di indicatori di sostenibilità negli obiettivi dei dirigenti e la conferma dell’impegno per mantenere a zero gli incidenti gravi sul lavoro.

Il gruppo ha inoltre avviato un programma di approvvigionamento responsabile. Al 31 dicembre 2025 il 66% dei fornitori era stato analizzato secondo criteri ambientali, sociali e di governance; l’obiettivo è superare il 90% entro il 2027. Il 6% della formazione complessiva è stato realizzato attraverso Angelini Academy, diventata nel 2026 una società autonoma di formazione aperta, con borse di studio e progetti per giovani talenti nelle scienze della vita e nella robotica industriale.


Un racconto fotografico del gruppo

Il bilancio di sostenibilità 2025 è stato arricchito dalle immagini degli allievi della Scuola di fotografia Bauer di Milano. Il progetto rappresenta le sedi e gli ambienti di Angelini Industries come spazi capaci di esprimere identità, relazioni e significati.

Le fotografie collegano così i luoghi di lavoro all’ecosistema circostante e ai territori nei quali operano le aziende del gruppo. L’iniziativa accompagna il documento dedicato ai risultati e agli impegni futuri sul fronte della sostenibilità.


I giovani chiedono azioni concrete

Secondo l’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, il 42% degli Under 30 ritiene che siano proprio le nuove generazioni a dover imprimere la spinta principale al cambiamento. Nella rilevazione più recente è scesa dal 37% al 34% la quota di chi attribuisce questo compito soprattutto alla politica e alle grandi potenze mondiali.

Al contrario, è salita dal 34% al 37% la fiducia nell’iniziativa dei singoli cittadini, mentre il ruolo assegnato all’innovazione tecnologica è passato dal 17% al 20%. Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries, ha sintetizzato così il messaggio emerso dalla ricerca: «La sostenibilità, per essere credibile, deve essere concreta». Isabella Falautano, responsabile della sostenibilità e della comunicazione istituzionale del gruppo, ha sottolineato invece il passaggio da una visione soltanto ambientale a una responsabilità condivisa.

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Il digitale entra nel bilancio ambientale

Per il 46% degli italiani con meno di 30 anni l’impatto ecologico delle tecnologie è paragonabile a quello dei combustibili fossili o della deforestazione. Nel resto della popolazione la stessa valutazione riguarda il 41% degli intervistati. La risposta indicata più spesso consiste nel limitare l’energia richiesta dai nuovi apparecchi: il 45% considera questa la priorità.

Il 64% dei giovani dichiara di utilizzare i propri dispositivi con attenzione ai consumi, mentre il 22% sceglie telefoni e computer usati o ricondizionati. La ricerca, arrivata alla terza edizione e condotta da Quorum/YouTrend e Csa Research per Angelini Industries, ha analizzato anche il rapporto tra ambiente naturale e tecnologia nel cosiddetto bioma digitale.


Consumi e scelte della Generazione Alpha

La sostenibilità viene associata alla diminuzione dei danni prodotti dalle attività umane dal 57% degli Under 30, sei punti in più rispetto al 2025. Il 34% la collega invece in modo esplicito alla combinazione tra tutela dell’ambiente e benessere sociale, con una crescita di otto punti rispetto alla precedente rilevazione.

Queste idee incidono anche sugli acquisti: il 60% dei giovani accetterebbe di spendere di più, a parità di qualità, per un prodotto davvero sostenibile, contro il 42% degli over 30. Il 47% degli Under 30 afferma inoltre di aver boicottato marchi considerati ingiusti sul piano sociale, rispetto al 35% della popolazione più adulta. Rimane però forte il dubbio sui risultati: il 56% pensa che gli obiettivi di sostenibilità non saranno raggiunti.

La Generazione Alpha, cioè i nati dal 2010 in poi, mostra una preparazione teorica più limitata ma un rapporto maggiormente pratico con questi temi. Il 94% possiede uno smartphone, il 73% un computer e il 66% un tablet; tra gli Under 30 il computer arriva invece all’82%.

Anche l’intelligenza artificiale è già presente nelle abitudini quotidiane: l’ha utilizzata il 62% dei più giovani, contro il 67% degli Under 30 e il 56% della media italiana. L’impiego principale riguarda lo studio, insieme a programmi grafici e sistemi per creare immagini.

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