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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Giorgetti, il doppio vincolo: welfare da ripensare e conti da blindare

Il ministro dell’Economia invita a conciliare crescita e protezione sociale, mentre tensioni internazionali, debito e interessi impongono prudenza sulla prossima manovra.

Per Giancarlo Giorgetti la crescita non può poggiare soltanto su trasferimenti e sussidi. Il ministro dell’Economia propone di rilanciare un modello fondato sull’iniziativa economica, sulla sussidiarietà e sulla responsabilità condivisa, senza perdere di vista l’equilibrio sociale.

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Un welfare da legare alla crescita

Intervenendo in video collegamento all’assemblea della Compagnia delle Opere, Giorgetti ha riconosciuto il peso del Terzo Settore e la sua funzione sociale. A suo giudizio, lo sviluppo richiede un punto d’incontro tra libertà del mercato e tutela delle fasce più esposte, evitando che l’assistenza diventi l’unico motore dell’economia.

Il ministro ha quindi indicato nel “liberalismo sociale” la direzione da seguire: un’impostazione che tenga insieme sussidiarietà e sviluppo. Il principio di responsabilità, ha spiegato, dovrebbe coinvolgere cittadini, istituzioni, Pubblica amministrazione, famiglie e imprese, tanto sul piano individuale quanto su quello collettivo.


La manovra cerca margini sicuri

Sul fronte della prossima legge di bilancio, Giorgetti ha riferito che il governo attende dall’Unione europea gli ultimi chiarimenti sui margini collegati alla clausola di scostamento. Il provvedimento dovrebbe essere approvato la settimana prossima e, nei giorni successivi, saranno rese note misure definite e circoscritte, elaborate nel confronto tra le diverse componenti dell’esecutivo.

Il ministro ha sostenuto che l’Italia ha portato nelle sedi europee e internazionali una posizione improntata al realismo. Pur ricordando che in alcuni contesti il Paese è stato giudicato poco prudente e incline alla spesa, Giorgetti ha difeso l’equilibrio della linea italiana e ha avvertito che le scelte future dovranno mantenere una direzione stabile: «La rotta deve essere sicura».

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Debito e crisi complicano le scelte

A rendere più delicato il quadro sono le tensioni geopolitiche e le loro conseguenze sull’economia. Giorgetti ha descritto la fase attuale come caratterizzata da «giorni complicati» e ha spiegato che gli obiettivi politici devono essere adattati a uno scenario internazionale peggiorato rispetto agli anni precedenti.

Il debito pubblico elevato impone particolare cautela, soprattutto per gli effetti dell’aumento dei tassi d’interesse. Il ministro ha distinto il rincaro delle materie prime, in particolare di quelle energetiche, da una situazione nella quale a tale pressione si aggiunge il costo crescente del servizio del debito.

In questo contesto, secondo Giorgetti, il governo deve continuare a perseguire gli impegni politici e a proteggere il benessere dei cittadini, ma senza ignorare i vincoli finanziari. «La coperta è corta», ha osservato, richiamando la necessità di valutare con attenzione ogni intervento mentre restano sullo sfondo le ricadute economiche delle guerre.

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