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Geolier, il successo presenta il conto: fame, soldi e tradimenti

Nel nuovo capitolo di “Tutto è possibile”, il rapper napoletano racconta il prezzo della fama tra lusso, solitudine, memoria e disuguaglianze.

La ricchezza non cancella la paura: può anzi renderla più nitida. Nel secondo capitolo di “Tutto è possibile”, intitolato “Tutto è possibile – Atto II”, Geolier mette in fila denaro, lusso e notorietà per mostrarne soprattutto il rovescio: la distanza dalle proprie origini, la diffidenza verso gli altri e il peso dei legami spezzati.

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Geolier guarda il successo dall’ombra

L’apertura ha il tono di una confessione personale. Il cantante racconta di avere consumato tutte le matite nel tentativo di annotare i nomi delle persone che lo hanno tradito; ora, spiega, anche il quaderno è arrivato alla fine. Al centro c’è il tema dell’affetto, osservato attraverso i rapporti familiari: nessuno ama la propria madre quanto il padre e nessuno può volergli bene quanto lei.

Nel testo compaiono anche i tatuaggi, descritti attraverso l’inchiostro che ormai gli ricopre il corpo, e il rapporto con un fratello al quale Geolier dice di avere dato tutto. La sua età anagrafica sembra inoltre entrare in contrasto con ciò che ha già vissuto: il rapper sostiene di avere visto una vita molto più lunga di quella suggerita dai suoi anni e parla di ragazzi che si alzano senza avere qualcuno a cui scrivere.


Il lusso non cancella le origini

“Leggenda” è il brano in cui l’esibizione della nuova condizione economica diventa più esplicita. Geolier cita gioielli Chrome Hearts, acquisti da Louis Vuitton affrontati “come fosse Bernard Arnault”, borse Birkin in entrambe le varianti cromatiche, il volo su un aereo privato e la presenza alle sfilate milanesi.

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Questi riferimenti, tuttavia, sono accompagnati quasi sempre dall’ironia. Il cantante sembra mettere in scena il personaggio ricco che potrebbe essere diventato, senza rinunciare a mostrarne l’assurdità. Nel finale prende di mira un certo “Manuele”, impegnato a comportarsi da facoltoso al Gran Premio di Montecarlo pur senza comprenderne davvero il contesto: una caricatura che può rappresentare anche la parte di sé più lontana dal passato.


La fama entra nella realtà sociale

Il passaggio più diretto riguarda il cambiamento del suo ruolo pubblico. Geolier osserva che oggi il sindaco si rivolge a lui usando il “lei”, segnale di una distanza e di un riconoscimento sociale che prima non esistevano. Nello stesso tempo racconta di destinare denaro a persone che chiedono un sussidio senza riuscire a ottenerlo.

La ricchezza, quindi, non viene presentata soltanto come una collezione di oggetti costosi. Nel racconto dell’artista diventa anche una responsabilità e un motivo di inquietudine, soprattutto davanti alla precarietà di chi gli sta intorno. La domanda sul futuro dei salari quando i soldi finiranno e l’immagine dei bambini di dieci anni già più adulti dei propri padri riportano il disco dalla dimensione personale a quella collettiva.

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