Genova, l’asterisco divide la scuola: cosa ha detto Valditara
Il ministro dell’Istruzione critica lo striscione della primaria Daneo e respinge ogni responsabilità del ministero nella sua rimozione.
La polemica nata attorno a un lenzuolo appeso vicino alla scuola primaria Daneo di Genova si è trasformata in uno scontro sul ruolo degli insegnanti e sull’uso dell’asterisco nella lingua italiana. Giuseppe Valditara, rispondendo in Parlamento a un’interrogazione di Lorenzo Basso, ha attribuito ai docenti una responsabilità educativa incompatibile, a suo giudizio, con quel tipo di comunicazione.
L’accusa del ministro ai docenti
Il messaggio esposto recitava “Qui nessun* è stranier*” e contestava il limite previsto per gli alunni non italofoni nelle classi. Valditara ha separato il contenuto della frase dalla forma scelta per scriverla, sostenendo che l’asterisco introduca un linguaggio estraneo all’italiano ufficiale e riconducibile a una precisa impostazione ideologica.
Secondo il ministro, la scuola dovrebbe insegnare la lingua nella sua forma corretta e proteggere gli studenti da condizionamenti esterni. Nel suo intervento ha quindi accusato gli insegnanti della Daneo di avere influenzato bambini ancora privi, a suo dire, degli strumenti necessari per sviluppare un’autonoma capacità critica.
Valditara ha parlato di “forzature ideologiche” e ha definito l’episodio un possibile caso di strumentalizzazione degli alunni. La sua posizione è che l’attività didattica debba favorire libertà di giudizio e confronto, senza trasformare la scuola in uno spazio sottoposto a mode o orientamenti precostituiti.
Chi ha tolto lo striscione
Sul materiale appeso all’esterno dell’istituto il ministro ha escluso un coinvolgimento diretto della scuola e dell’amministrazione dell’Istruzione. La sua ricostruzione è che il lenzuolo fosse sistemato su una cancellata vicina all’ingresso, ma non appartenente alla primaria, e che a rimuoverlo siano stati agenti intervenuti dopo una segnalazione della Polizia municipale.
Valditara ha aggiunto che la Questura non sarebbe stata informata in precedenza dell’operazione. Per questo ha invitato a rivolgere la domanda sulla rimozione alla sindaca di Genova, Silvia Salis, invece che al ministero o al personale scolastico.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La premier Giorgia Meloni, interpellata sul caso durante l’inaugurazione del Salone nautico, ha mantenuto una posizione prudente: “Non so chi ha strappato lo striscione, non so cosa si intenda per nessuno è straniero, e quindi non so cosa risponderle”.
La mobilitazione davanti alla Prefettura
Le parole del ministro hanno suscitato reazioni tra chi considera la vicenda una lesione dell’autonomia professionale degli insegnanti. Una campagna dedicata alla scuola ha rilanciato la richiesta di riconoscere maggiore prestigio sociale alla categoria e di portare le retribuzioni dei docenti almeno in linea con i livelli medi europei.
Nella petizione pubblicata sulla piattaforma IoScelgo viene inoltre indicata la scuola come uno dei principali presìdi democratici. Il documento chiede di rafforzare il valore pubblico dell’insegnamento e di difendere la libertà con cui gli educatori svolgono il proprio lavoro.
Dopo il presidio organizzato lunedì, al quale hanno partecipato esponenti e sostenitori del centrosinistra genovese, è stata annunciata una nuova manifestazione. L’appuntamento è fissato per venerdì alle 17 davanti alla Prefettura di Genova, con l’obiettivo di chiedere una scuola definita libera, laica, solidale e inclusiva.
Continua a leggere
Quote pubbliche nell’IA? Trump apre a OpenAI e Anthropic
Il presidente statunitense valuta partecipazioni governative nei due gruppi, sostenendo che eventuali operazioni servirebbero agli interessi degli Stati Uniti.
Tentato schianto in volo: Netanyahu accusa il co-pilota di radicalizzazione
Il premier israeliano sostiene che il sospetto sia stato indottrinato e attende verifiche su eventuali collegamenti con l’Iran
Fairford, il sospetto porta a Westminster: fermato un 27enne
Teheran respinge le accuse, mentre Londra indaga sul possibile legame tra un arresto nella capitale e il piano contro la base militare nel Gloucestershire.
Kiev, colpita una scuola: i bambini erano già al sicuro
L’attacco con un drone russo ha provocato un incendio nel distretto di Solomianskyi, mentre un magazzino è stato danneggiato dai frammenti del velivolo.