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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Gaza, scuola tra tende e macerie: i bambini si dividono perfino le cartelle

In una Striscia dove quasi tutti gli edifici scolastici risultano colpiti o distrutti, le lezioni ripartono in ambienti di fortuna: niente banchi, pochi materiali e classi improvvisate.

Per molti bambini di Gaza la ripresa delle lezioni non somiglia affatto a un normale ritorno in classe: si studia in tende, in locali rattoppati e in edifici ancora feriti dai bombardamenti. A rendere l’idea della scarsità di tutto c’è una frase pronunciata dagli alunni: “Dividiamo anche le cartelle”.

Le attività scolastiche sono ripartite dopo tre anni di guerra, ma il contesto resta durissimo. Secondo quanto riferito, il 98% degli istituti è stato distrutto o danneggiato dai raid israeliani, e per questo le autorità hanno dovuto arrangiarsi con gli spazi disponibili, sistemando le lezioni dove è stato possibile.


Aule improvvisate ovunque ci sia spazio

Le classi sono state ricavate in luoghi di fortuna: ambienti roventi, stanze senza banchi, palazzine crivellate dai colpi e perfino aule prive di pareti. La priorità, in questa fase, è garantire almeno un minimo di continuità educativa nonostante la devastazione diffusa.

Il quadro descritto dalle autorità scolastiche mostra un sistema costretto a reinventarsi con mezzi poverissimi. Mancano infrastrutture adeguate, ma anche strumenti basilari per seguire le lezioni in modo regolare.

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La felicità di tornare, anche senza nulla

Tra i più piccoli, però, resta forte il desiderio di ripartire. “Iniziamo l’anno e siamo felici. Nonostante tutto”, hanno detto gli alunni, sintetizzando in poche parole il senso di questo rientro difficile.

In molti casi non ci sono libri, né materiali sufficienti per tutti. Eppure, proprio la possibilità di tornare a imparare viene vissuta come un segnale prezioso, anche se dentro tende e spazi di emergenza invece che in vere scuole.

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