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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Decreto scuola, il nodo dei 200 milioni rallenta l’arrivo al Quirinale

A cinque giorni dal via libera del Consiglio dei ministri, il provvedimento con il limite del 30% e il divieto di burqa attende ancora la verifica delle coperture.

Il decreto Scuola non è ancora sulla scrivania del Presidente della Repubblica. A cinque giorni dall’approvazione del Consiglio dei ministri, il testo resta infatti alla Ragioneria Generale dello Stato, dove vengono esaminate le risorse necessarie per finanziare le misure previste nei 13 articoli.

Il provvedimento dovrà essere trasmesso al Quirinale soltanto dopo la verifica del Ministero dell’Economia. A quel punto Sergio Mattarella potrà firmarlo e consentirne la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, passaggio che lo renderà operativo.


Le coperture al centro del passaggio

Nel complesso, il decreto mobilita circa 200 milioni di euro nell’arco dei prossimi tre anni. Tra gli interventi figurano 70 milioni destinati all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, oltre a 14 milioni per gli stipendi dei dirigenti e per la digitalizzazione dei servizi degli istituti.

Sono previsti anche 17 milioni nei prossimi due anni per i corsi di italiano rivolti agli studenti che superano la soglia del 30% di alunni stranieri nella classe. Il provvedimento assegna inoltre 6 milioni all’educazione contro la violenza di genere e circa 20 milioni alla gratuità, totale o parziale, dei libri scolastici.

Non è stato chiarito se la Ragioneria abbia individuato problemi nelle coperture contenute nella versione approvata dal governo. Fonti dell’esecutivo sostengono tuttavia che l’attesa rientri nei tempi ordinari: il via libera è arrivato giovedì e il fine settimana avrebbe rallentato il completamento dell’istruttoria.


Il passaggio al Quirinale resta decisivo

Una volta concluso l’esame contabile, il testo dovrà essere valutato dagli uffici giuridici della Presidenza della Repubblica. Il Quirinale ha già lavorato sulle formulazioni più controverse e, nell’ultima versione, non compare più la possibilità di allontanare dalla famiglia i bambini i cui genitori non avessero frequentato corsi di lingua.

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Il provvedimento mantiene invece il limite del 30% per la presenza di studenti stranieri nelle classi, con deroghe, e introduce il divieto di burqa negli istituti scolastici. Proprio sul tema dell’inclusione si era aperto un confronto tra Giorgia Meloni e Sergio Mattarella prima dell’approvazione del decreto.

Il Presidente della Repubblica aveva richiamato l’idea di una scuola inclusiva e capace di evitare la formazione di ghetti. La presidente del Consiglio aveva replicato ricordando una circolare del 1990, firmata quando Mattarella era ministro dell’Istruzione, che indicava a sua volta un limite per gli alunni stranieri.


Meloni rilancia le risorse per la scuola

Martedì mattina Meloni è tornata sui contenuti economici del decreto, riepilogando gli stanziamenti destinati al sistema scolastico. In un messaggio pubblicato sui social ha spiegato che le misure, pur diverse tra loro, puntano a offrire agli studenti più strumenti, opportunità e una preparazione adeguata alle esigenze future.

La premier ha definito la scuola il luogo in cui si costruisce il futuro dei ragazzi e del Paese. Perché gli interventi diventino effettivi, però, il testo dovrà prima superare il controllo sulle coperture, ottenere la firma del Quirinale e arrivare in Gazzetta Ufficiale.

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