Fairford, la sorpresa sui 5 fermi: nei van non c’erano esplosivi
Le autorità britanniche confermano l’assenza di ordigni nei tre furgoni, mentre restano aperti gli accertamenti sui cinque fermati vicino alla base della Raf.
La decisione di lasciare libere le cinque persone fermate vicino alla base della Raf di Fairford è stata difesa dalle autorità britanniche sul piano giuridico. L’inchiesta, tuttavia, non è stata archiviata: gli investigatori hanno già effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei sospettati.
Il rilascio resta sotto esame
Laurence Taylor, dirigente dell’antiterrorismo britannico, ha spiegato che la liberazione dei cinque fermati è avvenuta nel rispetto delle norme previste. Le sue parole rappresentano una risposta indiretta alle perplessità espresse da Donald Trump sulla scelta di non trattenere ulteriormente il gruppo.
Gli accertamenti proseguono per chiarire la natura della presenza dei cinque nei pressi dell’installazione militare. Oltre agli interrogatori e agli altri controlli investigativi, gli agenti hanno passato al setaccio le loro case alla ricerca di elementi utili all’indagine.
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Nei furgoni nessun ordigno
L’esame dei tre van ha escluso la presenza di materiale esplosivo. Taylor ha riferito che i mezzi sono stati controllati in modo approfondito e che al loro interno è stato trovato soltanto del carburante, senza alcun ordigno.
I veicoli erano stati bloccati domenica nelle vicinanze della base di Fairford, struttura utilizzata anche dagli Stati Uniti durante le operazioni militari contro l’Iran. Il ritrovamento del carburante costituisce al momento l’unico elemento materiale reso noto dagli investigatori, mentre il quadro complessivo resta oggetto di verifica.
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