Gaza, Netanyahu fissa l’obiettivo: l’allerta per il voto israeliano
Il capo dello Shin Bet segnala il rischio di un’azione di Hamas durante le elezioni o subito dopo, mentre l’esercito mantiene alta la vigilanza su più fronti.
Benjamin Netanyahu ha ribadito che la campagna militare nella Striscia di Gaza punta ancora alla distruzione di Hamas. «Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l'eliminazione», ha affermato il primo ministro durante una riunione riservata del gabinetto di sicurezza israeliano.
L’esercito resta in allerta continua
Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha assicurato che le forze armate operano in una condizione di vigilanza permanente, con l’obiettivo di prevenire nuovi incidenti. La valutazione riguarda un quadro regionale ancora instabile, nel quale il rischio di escalation rimane presente.
Nel confronto è stato esaminato anche il raid compiuto sabato contro Ali al-Amoudi, figura di rilievo di Hamas nella Striscia. L’esito dell’operazione non è stato chiarito; un alto responsabile dell’intelligence militare ha comunque avvertito: «Se non ci siamo riusciti, ci riproveremo».
Il timore di un attacco durante il voto
A lanciare l’allarme più specifico è stato David Zini, alla guida dello Shin Bet. Secondo la sua valutazione, Hamas starebbe organizzando una nuova offensiva da realizzare in coincidenza con le prossime elezioni israeliane oppure nelle ore immediatamente successive.
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Le informazioni sono state condivise in una seduta a porte chiuse del gabinetto di sicurezza. Durante l’incontro, i vertici della difesa hanno descritto una situazione ancora critica lungo l’intero arco regionale, dalla Striscia di Gaza fino all’Iran.
Hamas conserva capacità operative
Le autorità israeliane ritengono che Hamas disponga ancora dei mezzi necessari per condurre azioni offensive. Tra le ipotesi considerate figurerebbe anche il sequestro mirato di militari israeliani, uno scenario che aumenterebbe ulteriormente la pressione sulla sicurezza interna.
Zini ha inoltre segnalato il possibile coordinamento tra Hamas e altre formazioni sostenute dall’Iran, includendo gli Houthi dello Yemen. Sul terreno, il capo delle operazioni dell’esercito ha comunicato che è stato bonificato il 95% dei tunnel individuati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine.
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