Gaza, 350 sfollati nel mirino: il caso al-Sabra
La notte del 22 novembre 2023 due edifici di Gaza City furono colpiti dai bombardamenti: tra le vittime, secondo i testimoni, molte donne e bambini.
Osama Abu Sharia è sopravvissuto a una strage che, nella ricostruzione, rientra nel sistema Naza: quello dei cosiddetti danni collaterali individuati, calcolati e accettati dall’esercito israeliano. La sera del 22 novembre 2023 si trovava nel quartiere al-Sabra, a Gaza City, quando due edifici residenziali pieni di persone sfollate furono centrati da una serie ravvicinata di missili.
L’uomo ha raccontato di essere stato scaraventato via dalla violenza dell’esplosione. La sua sopravvivenza viene descritta come una circostanza eccezionale, in una zona dove, secondo le testimonianze raccolte, si erano rifugiate centinaia di persone.
Due palazzi pieni di sfollati
I testimoni hanno riferito che nei due edifici erano presenti circa 350 sfollati. Tra loro, hanno ricordato, c’erano numerose donne e bambini, circostanza che rende ancora più grave il bilancio dell’attacco.
Il bombardamento colpì abitazioni civili nel quartiere al-Sabra durante la sera. La sequenza degli impatti trasformò gli edifici in un cumulo di macerie, mentre le persone presenti cercavano riparo all’interno delle strutture.
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Il bilancio emerso dalle macerie
Le operazioni di recupero hanno restituito una parte del bilancio soltanto mesi dopo. Ad agosto, dalle macerie dei due edifici sono stati estratti i resti di 112 corpi.
Il numero documenta la portata della strage, ma non coincide necessariamente con quello delle persone che si trovavano complessivamente nei palazzi al momento del bombardamento. La presenza di circa 350 sfollati è stata infatti riferita dai testimoni, mentre il recupero dei resti è proseguito nel tempo.
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