Gasolio russo, il botta e risposta Trump-Meloni: cosa c’è in gioco
Il presidente americano considera l’intesa un’operazione globale, mentre la premier italiana ne mette in dubbio i benefici e denuncia i rischi per Mosca
La distanza tra Washington e Roma emerge sul possibile ritorno del gasolio russo sul mercato. Donald Trump ha ridimensionato la portata dell’intesa con Vladimir Putin, mentre Giorgia Meloni continua a considerarla una scelta dagli effetti incerti e dalle conseguenze potenzialmente pericolose.
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Trump ridimensiona l’intesa sul diesel
Rispondendo da Washington a una domanda sul giudizio della presidente del Consiglio italiana, Trump ha descritto l’accordo come un’operazione di portata internazionale, non come un’intesa pensata per favorire direttamente gli Stati Uniti. «Nel complesso non è una gran cosa, ma è un accordo che riguarda il mondo. Non è un accordo per noi», ha affermato.
Secondo il presidente americano, l’immissione di nuovo diesel sul mercato rappresenterebbe comunque un elemento positivo per gli equilibri energetici globali. La sua valutazione resta però separata dagli interessi immediati degli Stati Uniti: «È una buona cosa, ma in realtà non è un accordo che ci riguarda direttamente. È un accordo globale».
Meloni vede rischi difficili da ignorare
Nei giorni precedenti Meloni aveva giudicato «troppo rischioso» l’accordo tra Trump e Putin. La premier aveva contestato anche l’idea che l’aumento dei prezzi dei carburanti dipendesse soprattutto dalla guerra in Ucraina, sostenendo invece che la causa principale fosse il conflitto in Iran.
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Per la presidente del Consiglio, i possibili vantaggi dell’intesa restano quindi incerti, mentre le ricadute negative sarebbero più concrete. Tra i rischi indicati figurano il riconoscimento politico del ruolo di Mosca nonostante gli attacchi alle città ucraine, nuove risorse economiche per sostenere lo sforzo bellico e un indebolimento delle sanzioni occidentali.
La richiesta italiana all’Europa
La posizione di Meloni si inserisce nella linea già sostenuta dall’Italia a favore del mantenimento del sostegno all’Ucraina. Secondo la premier, l’appoggio europeo deve proseguire sul piano umanitario, economico e militare, come avvenuto finora.
A questo impegno, Roma chiede di affiancare un’azione politica e diplomatica più incisiva. L’obiettivo indicato è riproporre la richiesta di colloqui di pace autentici, senza che l’intesa sul gasolio finisca per ridurre la pressione esercitata su Putin dagli Stati occidentali.
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