Barbareschi e il dubbio su se stesso: pace fatta con Salvatores
L’attore racconta la propria insicurezza e ripercorre l’episodio della definizione ricevuta dal regista, che in seguito gli ha chiesto scusa.
Il successo, per Luca Barbareschi, non coincide automaticamente con la fiducia nelle proprie capacità. L’attore e produttore racconta di tendere a ridimensionare i risultati ottenuti, fino a domandarsi se li meriti davvero. La confessione è arrivata durante l’intervista con Nunzia De Girolamo a “Ciao Maschio”, in onda su Rai1 sabato 17 ottobre.
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Il successo non cancella l’insicurezza
Barbareschi ha spiegato di vivere una forma di costante svalutazione personale. Di fronte a un traguardo, anziché godersi il risultato, la sua reazione sarebbe quella di metterlo in discussione: «La prima cosa che penso è di non meritarmelo».
L’attore ha collegato questo atteggiamento al proprio carattere, definendosi una persona portata a ostacolare se stessa. Dietro l’immagine pubblica costruita tra cinema, teatro e produzione, emerge quindi il disagio tipico di chi fatica a riconoscere pienamente il proprio valore.
Il conto aperto con Salvatores
Nel corso della conversazione è tornata anche la vecchia tensione con Gabriele Salvatores. Il regista aveva accusato Barbareschi di servirsi dei rapporti personali per sostenere la propria carriera e lo aveva descritto come un «topo di ministero».
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Barbareschi ha riferito che Salvatores, in seguito, gli ha domandato perdono per quelle parole, vissute come particolarmente dolorose. L’attore ha respinto l’idea di aver sfruttato le persone e ha ricondotto l’uscita del regista a un momento di confusione, dichiarando di aver comunque accolto le sue scuse.
La politica nel sistema culturale
Rispondendo al tema dei rapporti con le istituzioni, Barbareschi ha allargato il discorso al funzionamento del settore culturale italiano. Secondo la sua lettura, i legami con la politica rappresentano spesso un passaggio quasi inevitabile per riuscire a muoversi nel mondo dello spettacolo.
La sua posizione è stata riassunta con una battuta dal tono provocatorio: «Chi non è stato topo di ministero in questo Paese scagli la prima pietra, perché è un Paese dove se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna».
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