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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Gasolio, il fisco pesa 1,08 euro al litro: Italia prima in Europa

Le imposte rappresentano il 48% del prezzo del diesel in Italia, mentre sulla benzina il prelievo raggiunge il 51,4% secondo l’analisi Adusbef

Sulla benzina l’Italia occupa il terzo posto in Europa per incidenza di Iva e accise: il prelievo pubblico arriva al 51,4% del prezzo pagato alla pompa. Soltanto Olanda, con il 52,8%, e Grecia, con il 52%, presentano una quota superiore, considerando escluso il particolare regime applicato a Malta.

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Il diesel pesa soprattutto sul fisco

Nel caso del gasolio, il carico tributario italiano è ancora più rilevante. Tolta Malta, dove i prezzi dei carburanti sono amministrati dallo Stato, le tasse arrivano al 48% del costo finale: è la percentuale più alta tra i Paesi europei.

Con un prezzo industriale italiano, al netto delle imposte, pari a 1,166 euro al litro, la componente fiscale ammonta a quasi 1,08 euro per ogni litro acquistato. La media europea è invece di 0,790 euro: la differenza per gli automobilisti italiani raggiunge quindi 29 centesimi al litro, equivalenti a circa 14,5 euro su un rifornimento da 50 litri.


Prezzi alla pompa, la classifica cambia

L’elevata tassazione non coincide però con il primato assoluto per il prezzo finale del gasolio. L’Italia si trova al settimo posto, con una media di 2,244 euro al litro, mentre il valore più alto è rilevato in Finlandia, a 2,531 euro. Seguono Danimarca, con 2,501 euro, e Olanda, con 2,456 euro.

All’estremo opposto, Malta registra 1,21 euro al litro. Tra gli altri prezzi più contenuti figurano quelli della Polonia, a 1,79 euro, e quelli di Bulgaria e Spagna, entrambi intorno a 1,88 euro. Per confronto, la quota media delle imposte sul diesel nell’Unione europea è pari al 37,9% del prezzo finale; Belgio, Danimarca, Francia e Lituania si collocano tra il 42% e il 43%, mentre Polonia, Spagna e Svezia applicano percentuali più basse.

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Benzina, il prelievo resta elevato

Anche per la verde il confronto con gli altri Paesi comunitari evidenzia un peso fiscale significativo. In Italia Iva e accise valgono complessivamente 1,036 euro al litro, contro gli 0,878 euro della media europea, che corrispondono al 45,5% del prezzo finale.

La differenza è dunque di 15,8 centesimi per litro e si traduce, secondo i calcoli di Adusbef, in una spesa aggiuntiva di circa 8 euro per un pieno. L’associazione ha elaborato i dati della Commissione Europea aggiornati al 19 ottobre.


Accise mobili ancora senza seguito

Il quadro arriva dopo la conclusione, il 5 ottobre, della riduzione temporanea delle accise. Il presidente di Adusbef Antonio Tanza sostiene che il meccanismo delle accise mobili, pensato per usare il maggior gettito Iva e contenere i prezzi alla pompa, non sia stato attuato.

Tanza richiama inoltre il possibile mancato rinnovo degli sconti applicati dalle compagnie e dei tetti ai prezzi. Se queste misure non venissero prorogate, secondo il presidente dell’associazione, nei prossimi giorni benzina e gasolio potrebbero aumentare sulla rete italiana.

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