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Attualità 2 min di lettura21 ott

Gasolio, arrivano 126,4 milioni mentre i blocchi non si fermano

Il Governo rafforza il credito d’imposta per gli autotrasportatori e rinvia al 2027 il prelievo sulle spedizioni extra Ue di valore inferiore a 150 euro.

La protesta degli autotrasportatori resta aperta, ma sul tavolo arrivano nuove risorse: il Governo porta a 126,4 milioni gli stanziamenti per il 2026 destinati a compensare il caro gasolio. Lo stesso intervento sposta inoltre al 1° gennaio 2027 l’introduzione del contributo italiano sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue.

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I blocchi proseguono in tre regioni

L’annuncio delle misure non ha fermato le mobilitazioni. Dopo il confronto tenuto a Milano con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, le iniziative di protesta sono andate avanti in Calabria, Puglia e Campania.

In Sicilia, invece, la maggioranza degli operatori ha scelto di interrompere temporaneamente il fermo. La decisione è legata all’attesa per il prossimo incontro convocato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 27 ottobre.


Il sostegno sul carburante cresce

La modifica riguarda l’agevolazione fiscale introdotta con il Dl 33/2026 per attenuare l’impatto dell’aumento del gasolio. La precedente formulazione del decreto prevedeva 21,2 milioni per coprire anche i consumi di ottobre; il nuovo testo concentra invece il beneficio fino ad agosto e assegna a questa fase 66,4 milioni.

Per i costi sostenuti dal primo settembre al 5 ottobre viene istituito un ulteriore credito d’imposta, con un limite complessivo di 60 milioni. L’importo potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2027, anche per consentire lo svolgimento delle verifiche necessarie.

Nel complesso, la dotazione prevista per il 2026 passa quindi da 21,2 a 126,4 milioni. L’incremento rispetto alla versione iniziale del provvedimento supera i 105 milioni.

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Pacchi extra Ue, nuova partenza nel 2027

Il medesimo emendamento rinvia al 1° gennaio 2027 il contributo nazionale di 2 euro sulle spedizioni provenienti da Paesi extra Ue con valore inferiore a 150 euro. Il prelievo era stato inserito nell’ultima legge di bilancio, ma non è mai diventato operativo a causa dei precedenti rinvii.

Nel frattempo sono già entrate in vigore le misure europee: dal primo luglio si applica un dazio Ue di 3 euro, mentre dal primo novembre è prevista una commissione di gestione da 2 euro. L’ulteriore slittamento della tassa italiana comporta per lo Stato una riduzione del gettito stimata in poco più di 20 milioni.


Il decreto deve superare due Camere

Le modifiche sono contenute in un emendamento al decreto bollo auto, il Dl 162/2026. Il provvedimento viene esaminato dalla commissione Finanze della Camera, chiamata a votare i correttivi, prima del successivo passaggio in Senato.

Il calendario è ristretto: la conversione in legge dovrà concludersi entro il 16 novembre. Fino ad allora, sia le nuove compensazioni per il settore dell’autotrasporto sia il rinvio del contributo sui pacchi resteranno legati all’iter parlamentare.

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