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Attualità 1 min di lettura17 min fa

Appalti del sisma, 8 arresti e 57 milioni sequestrati: i nomi

L’operazione della Guardia di Finanza di Ancona coinvolge 51 persone e riguarda lavori pubblici e commesse private nelle Marche e in altre regioni

Oltre 57 milioni di euro sono stati sequestrati e 51 persone risultano indagate nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona sulla gestione degli appalti legati alla ricostruzione dopo il terremoto. L’operazione ha portato anche a otto arresti e a più di 50 perquisizioni, estese a diverse province italiane.

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Un’indagine con due direttrici

Il procedimento, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia, prende in esame sia gli interventi di ricostruzione privata successivi al sisma del 2016 sia alcune gare pubbliche. Tra gli enti coinvolti figurano la Regione Marche, Erdis Marche e l’Università di Camerino.

Le ipotesi di reato comprendono truffa aggravata, corruzione e condotte riconducibili a infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso. Un ramo distinto dell’indagine riguarda, in particolare, l’affidamento di subappalti a imprese considerate vicine ad ambienti criminali.


L’ex collaboratore di Acquaroli

Tra le persone finite in carcere c’è Fabio Pistarelli, avvocato di Macerata ed esponente del centrodestra. Il legale è stato capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale delle Marche Francesco Acquaroli fino a dicembre 2025; nell’ambito dell’inchiesta è stata perquisita anche la sede del suo studio.

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Pistarelli è accusato di corruzione in relazione al filone che esamina l’assegnazione delle commesse. Tra gli arrestati figura inoltre l’imprenditore edile Enrico Crucianelli, al quale viene contestata l’associazione esterna di stampo mafioso.


Perquisizioni in tredici province

Le verifiche degli investigatori hanno interessato i territori di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.

Il bilancio dell’intervento comprende otto ordinanze di custodia cautelare in carcere, 51 persone sottoposte a indagine e il provvedimento patrimoniale superiore a 57 milioni di euro. L’attività riguarda dunque una rete di rapporti costruita attorno a lavori e affidamenti connessi alla ricostruzione post-sisma.

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