Gasolio a 2,30 euro: la Calabria si ferma, dove sono i presìdi
Camion fermi sulla statale 534 e sulla 18 mentre gli autotrasportatori contestano il caro carburante e l’aumento dei costi aziendali.
Il prezzo del diesel sfiora quota 2,30 euro al litro in autostrada e in Calabria la protesta degli autotrasportatori continua a creare disagi alla viabilità. A Sibari, nel Cosentino, si è formata una lunga coda sulla statale 534, mentre altri mezzi pesanti restano schierati lungo la Statale 18.
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Le strade sotto pressione
Il punto più critico è quello di Sibari, dove i camion in sosta hanno provocato un consistente rallentamento sulla statale 534, arteria indicata come collegamento tra Reggio Calabria e Taranto. I mezzi vengono lasciati ai bordi della carreggiata, ma la loro presenza può rendere più lenta la circolazione nei tratti interessati.
Presìdi sono segnalati anche sull’Alto Tirreno cosentino, in particolare a Santa Maria del Cedro, Tortora e Guardia Piemontese. In quest’ultima località diversi camion occupano anche l’area della rotatoria, con possibili ripercussioni sul traffico locale.
Il pieno pesa sempre di più
La mobilitazione nasce dalla contestazione degli aumenti del gasolio e delle spese necessarie per mandare avanti le imprese di trasporto. Le associazioni e i movimenti del settore chiedono misure concrete, sostenendo che il livello raggiunto dai costi rischia di compromettere la continuità delle attività.
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Gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit indicano per il diesel un valore medio di 2,296 euro al litro sulla rete autostradale in modalità self service, rispetto ai 2,278 euro del giorno precedente. Nello stesso circuito la benzina arriva a 2,050 euro; sulla rete ordinaria, invece, il gasolio si attesta a 2,257 euro e la benzina a 2,030 euro al litro.
Camion fermi almeno fino al 20 ottobre
L’iniziativa è partita alla mezzanotte del 16 ottobre e, secondo quanto annunciato dai promotori, dovrebbe proseguire fino al 20 ottobre. La protesta interessa più località calabresi e non si limita alla richiesta di un intervento sul prezzo del carburante, ma comprende anche la denuncia delle difficoltà economiche che gravano sulle aziende.
Malgrado gli sconti introdotti da alcune compagnie e le misure adottate per contenere i rincari, il diesel costa il 39% in più rispetto allo stesso periodo del 2025: l’incremento è pari a 63,3 centesimi per litro. Per un rifornimento sulla rete ordinaria ciò significa spendere 31,65 euro in più; per la benzina l’aumento annuo è del 19,7%, con un aggravio di 16,70 euro a pieno.
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