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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Gas nazionale, il Nord Adriatico resta fermo da trent’anni

L’area più promettente resta bloccata dagli anni Novanta; intanto Regno Unito e Norvegia aumentano la produzione nel Nord Europa

Il Nord Adriatico resta senza attività di ricerca ed estrazione dagli anni Novanta, nonostante possa contenere riserve di gas superiori alle stime attuali. Per ridurre il caro energia, il governo dovrebbe riaprire il dossier sulle trivellazioni.

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Prezzi, consumi e nuove estrazioni

L’aumento dei prezzi energetici segnala una disponibilità ridotta delle risorse rispetto alla domanda. In questa lettura, il rincaro spinge a consumare meno e, nello stesso tempo, a incrementare la produzione.

Regno Unito e Norvegia hanno autorizzato nuovi interventi nei giacimenti del Mare del Nord e del Mare di Barents. Anche l’Unione europea, dopo aver sostenuto per anni una moratoria nell’area artica, ha attenuato le pressioni sui Paesi confinanti dai quali importa petrolio e gas.


Il dossier italiano senza risultati

In Italia il tema delle estrazioni è discusso da almeno dieci anni, ma i provvedimenti adottati non hanno prodotto effetti verificabili. Nel 2015 il governo guidato da Matteo Renzi approvò una misura ribattezzata dagli oppositori «sblocca trivelle», per poi ridimensionarla nel tentativo di evitare il referendum abrogativo del 2016.

La crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina riportò l’argomento al centro del dibattito nel 2022. L’esecutivo di Mario Draghi varò una disposizione per aumentare l’utilizzo dei giacimenti italiani, chiedendo che una quota del gas aggiuntivo fosse venduta alle imprese industriali a condizioni calmierate. L’iniziativa, però, non registrò conseguenze misurabili.

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Permessi e garanzie ancora assenti

Più di recente Giorgia Meloni ha promesso procedure più semplici. Per trasformare l’annuncio in produzione servirebbero però autorizzazioni concrete per la ricerca e l’estrazione, oltre a garanzie capaci di resistere a un eventuale cambio di maggioranza.

Il caso più rilevante riguarda il Nord Adriatico, dove ogni attività è stata interrotta da decenni. Le tecnologie disponibili oggi potrebbero permettere di rivalutare quelle riserve, ma il tema continua a essere rinviato anche per ragioni elettorali: prima le regionali in Veneto, ora le prossime politiche.

La maggioranza può scegliere di proteggere i propri interessi immediati, ma questa posizione entra in contrasto con le denunce sugli extraprofitti, le accuse contro il caro energia e gli annunci su un diverso assetto energetico. Senza nuove estrazioni e decisioni operative, il presente rischia di restare invariato.

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