Gas, l’Europa prepara l’inverno: consumi giù e riserve all’80%
Bruxelles invita i governi a contenere la domanda di energia, mentre gli stoccaggi restano bassi e i prezzi continuano a muoversi in modo instabile.
L’Unione europea non vede, per ora, un pericolo immediato per le forniture, ma considera delicata la preparazione ai prossimi mesi. Il commissario per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha chiesto ai governi nazionali di valutare interventi per limitare l’uso di gas ed elettricità durante l’inverno.
La preoccupazione nasce soprattutto dal livello degli stoccaggi, definito eccezionalmente basso, e dalla persistente instabilità dei prezzi. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jørgensen ha sottolineato che “al momento non vi sono rischi immediati per la sicurezza dell’approvvigionamento”, pur invitando a non interrompere il lavoro di prevenzione.
Stoccaggi bassi, pressione sui prezzi
Secondo la Commissione europea, il rallentamento del riempimento delle riserve è legato anche al maggiore ricorso al gas per produrre elettricità. L’estate eccezionalmente calda e secca ha infatti aumentato la pressione su diversi sistemi elettrici nazionali, contribuendo a mantenere i prezzi su livelli elevati e soggetti a forti oscillazioni.
Jørgensen ha indicato la possibilità di usare la flessibilità prevista dalle norme sugli stoccaggi e di portare all’80% l’obiettivo di riempimento degli impianti. Questa soluzione, secondo il commissario, potrebbe ridurre nell’immediato la tensione sui mercati e i costi necessari per ricostituire le riserve. Il rischio da evitare è che una crisi dell’offerta finisca per alimentare anche una nuova emergenza dei prezzi.
Le misure per ridurre la domanda
Tra le ipotesi sottoposte agli Stati figura una diminuzione dei consumi elettrici nelle ore di maggiore richiesta. In quelle fasce, infatti, le centrali alimentate a gas coprono spesso il fabbisogno aggiuntivo e una domanda più contenuta potrebbe ridurre direttamente l’impiego del combustibile.
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Il commissario ha inoltre suggerito di sfruttare meglio i contatori intelligenti e di ampliare la capacità dei consumatori di modificare i propri prelievi attraverso il mercato al dettaglio. Altre possibilità riguardano la diminuzione del riscaldamento negli edifici pubblici, lo stop al riscaldamento degli spazi esterni e lo spegnimento notturno dell’illuminazione pubblica non indispensabile.
Un piano diverso dal 2021
Le riduzioni volontarie e organizzate dei consumi avevano già prodotto risultati durante la crisi energetica del 2022. Bruxelles invita quindi a recuperare quell’esperienza, adattandola alle condizioni attuali, mentre i piani nazionali di prevenzione ed emergenza restano pronti ad attivare strumenti ulteriori se la situazione dovesse peggiorare.
Tra questi rientrano i contratti di fornitura interrompibili e il ricorso a combustibili alternativi per generare elettricità. L’Unione, ha osservato Jørgensen, è oggi più attrezzata rispetto all’inverno del 2021 grazie alle nuove capacità di importazione di gas naturale liquefatto, alla crescita di eolico e solare e alla riduzione strutturale della domanda di gas.
Qualsiasi intervento nazionale sui prezzi dovrà comunque essere circoscritto, mirato e temporaneo. Misure troppo ampie o prolungate potrebbero stimolare nuovamente i consumi, trasferire effetti negativi sugli altri Paesi oppure alterare il funzionamento del mercato interno dell’energia.
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