Garlasco, revisione Stasi: prima bisogna leggere le nuove carte
La Procura generale di Milano attende i documenti di Pavia sul caso Sempio e sul Dna di Chiara Poggi prima di valutare eventuali iniziative sulla condanna definitiva di Alberto Stasi.
La possibile riapertura del caso Garlasco resta ancora lontana da una decisione. La Procura generale di Milano non ha ricevuto gli atti dell’indagine condotta a Pavia su Andrea Sempio e, senza quei documenti, non può stabilire se esistano elementi sufficienti per mettere in discussione la condanna definitiva di Alberto Stasi.
Il materiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Solo dopo l’acquisizione e l’analisi delle carte, comprese le consulenze della difesa e gli approfondimenti sul Dna di Chiara Poggi trovato sui pedali della bicicletta dell’ex fidanzato, gli uffici milanesi potranno valutare il possibile percorso processuale.
La novità dovrà essere decisiva
Il punto centrale non è soltanto l’esistenza di nuovi dati, ma il loro eventuale peso sulla sentenza passata in giudicato. La revisione, infatti, può essere presa in considerazione solo davanti a una prova nuova e concretamente capace di incidere sull’esito del processo.
Francesca Nanni ha escluso che una questione così delicata possa essere orientata dall’attenzione mediatica. La procuratrice generale ha definito l’eventuale iter una “strada lunga e tortuosa” e ha ricordato che, prima di ogni scelta, sarà necessario verificare il valore processuale degli elementi trasmessi da Pavia. Tra gli esempi di novità potenzialmente rilevanti ha citato una confessione.
Nel fascicolo dovrebbero comparire anche gli approfondimenti sulle analisi genetiche eseguite nel 2007 sui pedali della bicicletta. L’attenzione è rivolta in particolare a due esami allora indicati come negativi e al modo in cui quei risultati possono essere riletti alla luce delle informazioni raccolte nella nuova indagine. La presenza del Dna di Chiara Poggi, però, era già stata esaminata nel procedimento contro Stasi ed è richiamata sia dalla sentenza della Cassazione sia dalla decisione di primo grado del giudice per le indagini preliminari di Vigevano, Stefano Vitelli, che lo aveva assolto.
Da Pavia nessuna richiesta formale
La Procura di Pavia ha concluso l’indagine su Andrea Sempio precisando che avrebbe segnalato alla Procura generale gli aspetti ritenuti potenzialmente pertinenti. Fabio Napoleone, nel comunicato diffuso al termine degli accertamenti, ha però chiarito: “Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale”.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Un primo confronto tra Napoleone e Nanni sugli atti della fase iniziale dell’inchiesta si era svolto a maggio. Ora il materiale completo dovrà essere esaminato dagli uffici milanesi, che non hanno ancora indicato se intendano presentare una propria proposta né hanno fissato una scadenza per la valutazione.
La difesa di Stasi prepara l’istanza
Un’iniziativa può comunque partire direttamente dai legali di Stasi. La difesa ha annunciato l’intenzione di depositare “il prima possibile” una richiesta alla Corte d’Appello di Brescia, senza attendere necessariamente una proposta della Procura generale di Milano.
Di segno opposto la posizione degli avvocati della famiglia Poggi. Secondo i legali, gli elementi emersi nei confronti di Sempio riproporrebbero questioni già affrontate nel processo a Stasi, sia sul piano genetico sia su quello medico-legale. A loro giudizio, le prove contro l’ex studente sarebbero state raccolte nel contraddittorio tra le parti.
Gli stessi avvocati sostengono inoltre che l’unico possibile elemento aggiuntivo sarebbe un nuovo approfondimento tecnico, volto a sostenere la possibilità che Sempio indossasse quel giorno scarpe Frau numero 42. La Procura generale potrà esprimersi soltanto dopo aver ricevuto e studiato l’intero fascicolo proveniente da Pavia.
Continua a leggere
Confine Bolivia-Brasile, arrivano due reparti speciali antidroga
Le nuove formazioni saranno dislocate a Santa Cruz e Beni con supporto statunitense e possibile addestramento internazionale.
Correa potrebbe tornare? In Ecuador ci sono 111 posti in carcere
L’ex presidente, residente in Belgio e condannato a otto anni, rischierebbe la detenzione nella nuova struttura di massima sicurezza di Santa Elena.
Offerte russe ai giovani boliviani: il rischio è il fronte
Trentaquattro richieste consolari e cinque rimpatri accendono l’allarme sulle proposte di lavoro che potrebbero celare reclutamenti militari
Trump accelera sull’IA: niente nuovi vincoli, il timore è la Cina
Dopo l’incontro con i protagonisti dell’intelligenza artificiale, il tycoon difende uno sviluppo rapido basato su impegni volontari e senza ulteriori restrizioni.