15.000Lettori online ora
Attualità 4 min di lettura28 set

Garlasco, la Procura chiude l’indagine su Sempio: cosa può succedere ora

Nuovi accertamenti su impronta, scarpa e dinamica della morte riaccendono il caso, ma per Sempio non significa ancora processo né richiesta di revisione per Stasi.

La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un nuovo avviso di conclusione delle indagini per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. Gli ultimi accertamenti mantengono aperta l’ipotesi accusatoria, ma il passaggio non equivale ancora alla richiesta di rinvio a giudizio: prima saranno esaminate le osservazioni e gli eventuali nuovi elementi delle difese.

Al centro degli approfondimenti restano l’impronta numero 33 sul muro della scala, la traccia di una scarpa individuata sulla scena e la possibile dinamica dell’aggressione. La vicenda potrebbe avere riflessi anche sulla condanna definitiva di Alberto Stasi, ma la Procura precisa che non è stata presentata alcuna richiesta formale per avviare la revisione della sentenza.


Le tracce che tengono aperto il caso

Secondo le nuove valutazioni tecniche, l’impronta 33 sarebbe riconducibile ancora una volta a Sempio. Gli inquirenti aggiungono che non è possibile escludere che la persona che toccò il muro avesse le mani sporche di sangue, un elemento che dovrà essere valutato insieme agli altri reperti.

Gli esami sulle calzature non hanno individuato una incompatibilità tra il piede dell’indagato e il segno lasciato dall’autore del delitto. La traccia è stata associata a una scarpa Frau numero 42 e, secondo le consulenze, questa misura risulta compatibile con quella di Sempio. La difesa della famiglia Poggi contesta però il valore di questo approfondimento e sostiene che si tratti di una possibilità soltanto teorica.

I legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna affermano che le analisi richiamate dalla Procura riproporrebbero questioni già affrontate nel processo a carico di Stasi. A loro giudizio, il nuovo sviluppo dovrebbe condurre rapidamente davanti alla Corte d’Appello per verificare l’assenza di elementi realmente inediti.


Una morte forse non immediata

Le consulenze affidate a Cristina Cattaneo e a Biagio Eugenio Leone delineano una sequenza diversa da quella di un’aggressione conclusa istantaneamente con la morte. Le lesioni alla testa e al volto potrebbero essere state inflitte durante una colluttazione protratta, nella quale Chiara Poggi avrebbe tentato almeno in parte di difendersi.

L’intervallo tra le ferite più gravi e il decesso viene collocato indicativamente tra 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva arrivata fino a 60 minuti. Gli specialisti parlano quindi di lesioni non necessariamente prodotte subito prima della morte, ma in un momento precedente.

La Procura ha inoltre acquisito una consulenza depositata dalla difesa di Alberto Stasi. In base a quel documento, due controanalisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione che aveva evidenziato il Dna di Chiara sui pedali della bicicletta sarebbero risultate negative. La difesa ritiene che quei risultati avrebbero potuto scagionare Stasi già allora, mentre gli inquirenti sottolineano di non averne trovato traccia negli atti del procedimento che lo ha riguardato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Sempio non si è sottoposto alla visita

Resta senza una risposta definitiva anche il tema della capacità di intendere e di volere di Sempio al momento dei fatti. Il consulente psichiatrico Roberto Catanesi ha esaminato la documentazione raccolta, ma ha giudicato indispensabile un confronto con una valutazione clinica diretta.

Sempio ha rifiutato di sottoporsi alla visita. Per questo, il consulente ha comunicato di non disporre di elementi sufficienti per fornire conclusioni solide né sulla sua imputabilità all’epoca dell’omicidio né sulla capacità di affrontare un eventuale processo. Gli accertamenti psichiatrici risultano quindi sospesi.

Tra le persone sentite di recente figura Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma, ascoltato il 25 settembre per oltre un’ora e mezza. L’audizione avrebbe riguardato le indagini scientifiche del 2007, i reperti della bicicletta di Stasi e le analisi genetiche; inoltre, sono stati convocati alcuni militari coinvolti negli accertamenti del 2017.


Il prossimo passaggio spetta ai pm

Con la chiusura formale dell’inchiesta, Sempio e gli altri soggetti interessati potranno consultare gli atti, depositare memorie, produrre documenti e sollecitare ulteriori verifiche. La Procura dovrà poi valutare il materiale prima di decidere se chiedere il processo per omicidio volontario aggravato.

Il provvedimento non comporta automaticamente una nuova udienza né modifica la condanna definitiva a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi. La Procura di Pavia ha precisato che nessuno ha chiesto al procuratore generale di promuovere la revisione e che ogni eventuale iniziativa dipenderà da sviluppi successivi.

Una richiesta di processo per Sempio potrebbe comunque aprire un ulteriore fronte nella vicenda giudiziaria di Garlasco e intrecciarsi con le iniziative annunciate dalla difesa di Stasi. Prima, però, dovranno arrivare le osservazioni delle parti e la decisione dei magistrati pavesi.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere