Garlasco, il piede e l’impronta: il nuovo nodo per Sempio
La difesa contesta le conclusioni sull’impronta nella villetta e attende gli atti, mentre l’accusa valuta anche il peso del cambiamento fisico nel tempo.
Il dettaglio del numero di scarpe è tornato al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. La madre di Andrea Sempio, intercettata mentre commentava le misurazioni effettuate sul figlio, ricordava che l’unico dato rimasto invariato sarebbe la misura del piede: «L’unica cosa che non è cambiata è che ha il 44 di piede».
L’impronta divide accusa e difesa
Nella villetta di via Pascoli venne individuata un’impronta riconducibile a una calzatura con suola a pallini. Dopo la nuova chiusura delle indagini, i consulenti della Procura di Pavia hanno ritenuto compatibili le dimensioni del piede di Sempio con una scarpa Frau numero 42.
Gli avvocati dell’indagato contestano però questa ricostruzione. Secondo Liborio Cataliotti, la conformazione del piede di Sempio non sarebbe compatibile con la calzatura che avrebbe lasciato il segno: un piede più corto può adattarsi a una scarpa più ampia, ma non il contrario. La consulenza dell’accusa considera anche l’aumento di peso maturato negli anni e i possibili effetti sulla larghezza e sul volume del piede.
L’intercettazione ambientale risale al 28 ottobre 2025, quando Daniela Ferrari criticava il fatto che al figlio fossero state prese le misure quasi vent’anni dopo il delitto. Nel dialogo si chiedeva perché lo stesso accertamento non fosse stato svolto su Alberto Stasi e osservava che, rispetto al passato, Sempio peserebbe venti chili in più.
La difesa vede il processo vicino
Per Angela Taccia e Cataliotti, gli elementi raccolti non basterebbero a sostenere un rinvio a giudizio. I legali, tuttavia, ritengono probabile che la richiesta di processo arrivi comunque, anche per il forte interesse mediatico sviluppatosi attorno al caso. Dopo il deposito degli atti, dovranno esaminare le nuove consulenze e decidere la linea da seguire.
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Sempio viene descritto come rassegnato ma fiducioso nel lavoro dei suoi difensori. Cataliotti lo ha definito «teso ma non ha paura», mentre la difesa valuta anche la possibilità che l’indagato renda dichiarazioni spontanee. La madre continua a sostenere la sua totale estraneità: secondo Daniela Ferrari, il figlio non avrebbe «assolutamente niente» a che fare con la morte di Chiara Poggi.
L’avvocato considera inoltre illogico celebrare un processo a carico di Sempio senza prima rivedere la condanna definitiva di Alberto Stasi, parlando di un’eventualità senza precedenti nella procedura penale.
Il Dna sui pedali resta sullo sfondo
Un altro capitolo riguarda il Dna rilevato sui pedali della bicicletta di Stasi. I nuovi accertamenti hanno prodotto due risultati negativi sul campione che nel 2007 era stato associato a Chiara Poggi e che, secondo la Procura, non sarebbe comparso nel fascicolo del processo contro l’ex fidanzato della vittima.
La difesa di Sempio mantiene comunque cautela. Taccia ha spiegato che i legali vogliono controllare direttamente la documentazione prima di trarre conclusioni, mentre Cataliotti ha chiarito che quel tema non rappresenterebbe, allo stato, un elemento utile contro il suo assistito. L’attenzione resta quindi concentrata sulle prove riferite a Sempio e sulla valutazione che la Procura darà all’intero quadro investigativo.
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