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Attualità 3 min di lettura58 min fa

Cpr e chat parlamentari: il caso che divide il centrodestra

La Giunta della Camera valuta di investire la Corte costituzionale sull’acquisizione delle conversazioni di Francesca Ghirra nell’inchiesta sui certificati medici per i migranti

La vicenda delle chat di Francesca Ghirra apre un confronto delicato all’interno della maggioranza. La Giunta per le autorizzazioni della Camera sembra infatti intenzionata a valutare il ricorso alla Corte costituzionale per chiarire se la Procura di Ravenna potesse acquisire le conversazioni della deputata di Alleanza Verdi e Sinistra senza un via libera parlamentare.

L’inchiesta riguarda alcuni medici sospettati di avere falsificato certificazioni sanitarie per impedire la permanenza nei Centri di permanenza per il rimpatrio di stranieri irregolari giudicati non idonei alla detenzione. Un’indagine considerata importante dal Viminale, che ha coinvolto anche il Servizio centrale operativo della polizia.


La Camera deve proteggere Ghirra

La questione approderà il 1° ottobre alla Giunta di Montecitorio, dopo l’iniziativa della presidente della Camera Lorenzo Fontana, alla quale Ghirra si era rivolta per chiedere verifiche. La relatrice sarà Antonella Forattini del Partito democratico.

La parlamentare ha sostenuto di non temere il contenuto dei messaggi, legati alle attività di controllo e alle ispezioni svolte nei centri. Nella sua lettera ha però denunciato quella che considera una violazione delle garanzie previste dall’articolo 68 della Costituzione e ha chiesto chiarimenti sulle modalità con cui le conversazioni sono state individuate.

Il principio è stato ribadito dalla Corte costituzionale in varie decisioni sui conflitti tra poteri dello Stato. Tra i precedenti più noti c’è quello relativo alle comunicazioni di Matteo Renzi, entrate nell’indagine sulla Fondazione Open: la sentenza è la numero 170 del 2023.


Un contrasto dentro la maggioranza

Enrico Costa, esponente di Forza Italia nella Giunta, si è schierato a tutela di Ghirra e della senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi. Secondo Costa, sulle prerogative parlamentari non dovrebbero pesare le appartenenze politiche e l’acquisizione delle conversazioni potrebbe configurare un grave illecito disciplinare.

La scelta della Giunta potrebbe dunque mettere in tensione due obiettivi sostenuti dal centrodestra: difendere le immunità parlamentari e non indebolire un’indagine considerata strategica per la politica sui rimpatri. I centri, tuttavia, registrano da tempo contestazioni sulla gestione privata, sulle procedure di affidamento e sulle condizioni degli ospiti, tra problemi sanitari, patologie psichiatriche e episodi di autolesionismo.

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Le chat e le versioni contrapposte

Nel febbraio scorso il tribunale di Ravenna aveva disposto misure sospensive nei confronti di alcuni medici locali. A settembre, durante nuove perquisizioni estese a professionisti che operano in diverse regioni, gli investigatori hanno acquisito anche gli scambi tra Ghirra, Cucchi e l’infettivologo Nicola Cocco, l’unico indagato nella seconda fase dell’inchiesta.

La Procura ha fatto sapere che le conversazioni sarebbero state sigillate e non utilizzate, sostenendo che il sistema le avrebbe selezionate automaticamente attraverso parole chiave come “Cpr”, “non idoneità” e “certificati”. Nei decreti di perquisizione e nei verbali, però, non risulterebbe indicata questa procedura.

Cocco ha fornito una ricostruzione diversa, riferendo che gli agenti disponevano di un elenco di conversazioni da recuperare e le avrebbero cercate singolarmente. Il procuratore reggente di Ravenna Stefano Stragiotti non ha aggiunto chiarimenti pubblici né sulla ricostruzione della Procura né su quella del medico.


Anche il Csm esamina il caso

Ilaria Cucchi ha reso pubblico il contenuto delle proprie chat per sostenere di non avere nulla da nascondere, ma ha deciso di non rivolgersi alla Corte costituzionale. Ghirra, invece, ha chiesto alla Camera di intervenire formalmente sulla vicenda.

Parallelamente, il Consiglio superiore della magistratura dovrà valutare una richiesta di pratica a tutela della pm Angela Scorza. I componenti laici di centrodestra e i magistrati di Magistratura indipendente contestano i giudizi rivolti alla procura, accusata da alcuni critici di avere avviato una “caccia alle streghe” e una criminalizzazione dell’attività medica. La Giunta della Camera dovrà ora stabilire se prevalga la tutela delle prerogative parlamentari o la necessità di salvaguardare gli atti dell’indagine.

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