Garlasco, il caso Sempio entra in una nuova fase: cosa può accadere ora
La Procura di Pavia ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini: restano aperti i dubbi sulle prove, sulla dinamica della morte e sul futuro giudiziario di Alberto Stasi.
La conclusione dell’inchiesta su Andrea Sempio non equivale ancora a una richiesta di processo. La Procura di Pavia dovrà valutare le memorie, i documenti e le eventuali richieste istruttorie che potranno essere depositati dalla difesa prima di decidere se procedere con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
Le prossime mosse della Procura
Con la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, Sempio e gli altri soggetti coinvolti possono prendere visione degli atti raccolti negli ultimi mesi. Le parti hanno inoltre la possibilità di presentare osservazioni, produrre nuovi elementi e sollecitare ulteriori approfondimenti.
Soltanto dopo questo passaggio i magistrati pavesi stabiliranno se chiedere il rinvio a giudizio. Un eventuale processo contro Sempio aggiungerebbe un nuovo fronte alla vicenda di Chiara Poggi e potrebbe intrecciarsi con le iniziative annunciate dalla difesa di Alberto Stasi per ottenere la revisione della condanna definitiva a 16 anni.
Nel frattempo, gli investigatori hanno completato altri ascolti. Il 25 settembre Luciano Garofano, già comandante del Ris di Parma, è stato sentito per oltre un’ora e mezza su alcuni aspetti delle indagini scientifiche del 2007, compresi i reperti della bicicletta di Stasi e gli accertamenti genetici. Negli ultimi giorni sono stati convocati anche militari presenti nelle attività investigative del 2017.
I nuovi elementi contro Sempio
L’atto notificato dalla Procura conferma l’attribuzione a Sempio dell’impronta 33, individuata sul muro della scala dove venne rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. Le nuove valutazioni aggiungono che non è possibile escludere la presenza di sangue sulle mani della persona che toccò quella superficie.
Anche l’esame della traccia della calzatura non ha escluso il collegamento con l’indagato. Secondo le consulenze, non emergono incompatibilità fisiche tra il piede di Sempio e l’impronta lasciata da una scarpa Frau numero 42, misura ritenuta compatibile con quella dell’uomo.
La Procura ha inoltre acquisito una consulenza depositata dalla difesa di Alberto Stasi. Il documento sostiene che due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 sul campione dal quale era emerso il Dna di Chiara sui pedali della bicicletta avrebbero dato esito “totalmente negativo”. Per i legali, quei risultati avrebbero potuto scagionare Stasi già allora; tuttavia, negli atti del procedimento a suo carico non sarebbe stata trovata traccia di tali accertamenti.
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La morte potrebbe essere avvenuta dopo
Gli approfondimenti affidati a Cristina Cattaneo e all’anatomopatologo Biagio Eugenio Leone hanno delineato una possibile distanza temporale tra le lesioni e il decesso. La vittima, secondo questa ricostruzione, potrebbe essersi difesa e avere subito i colpi fatali non in un unico momento.
Le conclusioni dei consulenti indicano che una parte dei traumi alla testa e al volto potrebbe essere maturata durante una colluttazione o un’aggressione prolungata. L’intervallo minimo tra la produzione delle lesioni e la morte viene collocato tra 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva arrivata fino a 60 minuti.
Questi elementi vengono indicati come compatibili con una dinamica nella quale Chiara Poggi avrebbe compiuto almeno gesti di difesa passiva. La ricostruzione, tuttavia, dovrà essere valutata insieme agli altri risultati dell’indagine e alle osservazioni delle parti.
La consulenza psichiatrica resta incompleta
Il consulente Roberto Catanesi non ha potuto stabilire se Sempio fosse capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio né se fosse in grado di affrontare un eventuale processo. Il 38enne, amico del fratello della vittima, ha infatti rifiutato di sottoporsi all’esame clinico richiesto.
Catanesi ha comunicato di avere esaminato il materiale trasmesso dagli inquirenti, ma ha sottolineato la necessità di confrontarlo con una valutazione diretta della persona. Senza quella verifica, ha scritto, non ci sono “elementi sufficienti” per fornire risposte adeguatamente motivate; per questo, gli accertamenti sulla capacità di Sempio risultano al momento sospesi.
La Procura di Pavia ha infine precisato che non è stata presentata al procuratore generale alcuna richiesta finalizzata a proporre la revisione della condanna di Alberto Stasi. La difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi si prepara comunque a valutare le iniziative possibili, mentre ogni sviluppo dipenderà dalle decisioni dei magistrati dopo l’esame delle osservazioni difensive.
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