Garlasco, il caso Ferri torna aperto: nel mirino coltello e fazzoletto
Dopo 16 anni la morte dell’ex meccanico viene nuovamente esaminata: la vedova chiede di verificare se quei reperti possano indicare un’aggressione.
Coltello e fazzoletto macchiato di sangue saranno sottoposti a nuove analisi, con strumenti oggi più avanzati rispetto a quelli disponibili nel 2010. È su questi reperti che potrebbe concentrarsi il lavoro degli investigatori, dopo l’esposto presentato dalla vedova Gabriella Conti con l’assistenza dell’avvocato Fabrizio Gallo.
LOOKFANTASTIC
-22% da LOOKFANTASTIC IT
I reperti tornano al centro
La Procura di Pavia valuta di affidare gli accertamenti ai carabinieri del Comando provinciale di Milano. L’obiettivo è cercare eventuali tracce biologiche o profili di DNA appartenenti a persone diverse da Giovanni Ferri, oltre a ricostruire con maggiore precisione la dinamica della morte.
La famiglia si è inoltre rivolta a un gruppo di specialisti formato da un medico legale, un genetista e un criminologo. Il loro contributo servirà a riesaminare il materiale raccolto all’epoca e a mettere alla prova la ricostruzione che aveva portato all’archiviazione del caso come suicidio.
La scena lasciava interrogativi
Ferri, ex meccanico conosciuto in paese, venne trovato morto nella mattina del 22 novembre 2010. Il corpo si trovava in un’intercapedine di via Mulino, a Garlasco, con ferite profonde alla gola e tagli su entrambi i polsi.
Secondo l’esposto della vedova, la violenza delle lesioni e il luogo del ritrovamento avrebbero meritato verifiche più approfondite. All’epoca, invece, gli accertamenti si conclusero con l’ipotesi del gesto volontario, una versione che oggi la famiglia intende rimettere in discussione.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il nome di Ferri nella scia di Garlasco
La vicenda si colloca nel clima di forte attenzione creatosi attorno all’uccisione di Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli. Negli anni successivi, nella zona circolarono ricostruzioni e sospetti legati ad altre morti ritenute anomale.
Tra i casi ricordati figurano quello di Corrado Cavallini, medico di base di Ferri morto a Vigevano nel 2012, e quello di Michele Bertani, trovato senza vita nel 2016. L’idea che l’ex meccanico potesse conoscere informazioni compromettenti o aver assistito a episodi illeciti non ha però trovato conferme giudiziarie.
La Procura riapre il fascicolo
A sedici anni dai fatti, i magistrati pavesi hanno aperto un procedimento contro ignoti per omicidio volontario. La nuova indagine dovrà chiarire se Ferri sia stato aggredito e se la scena possa essere stata predisposta per far apparire la morte come un suicidio.
Gli investigatori dovrebbero anche riesaminare le testimonianze, i rapporti dell’anziano e i suoi ultimi spostamenti prima del decesso. Tra gli aspetti da verificare ci sono eventuali pressioni o minacce ricevute dall’uomo e la possibilità che qualcuno abbia alterato la ricostruzione originaria.
Continua a leggere
Riad intercetta un missile, ma il fronte Iran torna a scaldarsi
Un nuovo attacco attribuito agli Houthi riaccende la tensione nel Golfo, mentre Washington e Israele valutano altre operazioni contro Teheran.
Manifestazioni del 24 ottobre, scatta il piano sicurezza: 18 città nel mirino
Dopo i disordini di Milano, la Digos ha perquisito abitazioni e persone in 18 centri italiani mentre il governo prepara nuovi controlli e aree interdette
Selfie e ironia: Fiorello scherza sul caso Fedez, poi manda in tilt due radio
Durante La Pennicanza, lo showman ha commentato la vicenda giudiziaria di Fedez e improvvisato un collegamento con Cesare Cremonini già in onda su Radio 101.
Disagio sociale, da Milano ai Comuni: dove si concentrano i segnali
Le mappe interattive basate sui dati Istat del 2023 permettono di osservare la distribuzione del disagio urbano e sociale, dal capoluogo lombardo all’intero Paese.