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Attualità 2 min di lettura30 set

Gare sulle spiagge, il nodo degli indennizzi: cosa prevede il modello

Il documento del Mit offre a Comuni e Regioni uno schema per assegnare gli stabilimenti, fissando criteri su lotti, durata, canoni e compensazioni agli attuali concessionari.

Il punto più delicato del nuovo schema per le gare sulle aree demaniali riguarda il trattamento economico riservato agli operatori destinati a lasciare la concessione. Il futuro gestore dovrà infatti riconoscere una somma legata agli investimenti ancora non recuperati e assicurare, in determinati casi, un’adeguata remunerazione delle spese sostenute negli ultimi anni.


Gli indennizzi pesano sulla gara

La bozza predisposta dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti stabilisce che il compenso a favore del concessionario uscente venga sostenuto da chi subentra. Il calcolo dovrebbe considerare il valore delle opere e delle spese non ancora ammortizzate alla scadenza del titolo, sottraendo eventuali aiuti pubblici ricevuti e non restituiti.

Nel conteggio rientrerebbero anche gli interventi resi necessari da calamità riconosciute dalle autorità o da nuovi obblighi imposti dalla legge. Il subentrante dovrebbe inoltre versare quanto occorre per garantire all’uscente un rendimento congruo sugli investimenti realizzati durante gli ultimi cinque anni di attività: è questo uno degli aspetti che ha alimentato maggiori discussioni.


Lotti più flessibili e partecipazione limitata

L’amministrazione responsabile della procedura non sarebbe obbligata a riprodurre la dimensione delle concessioni attualmente esistenti. Il modello consente anche di accorpare più aree in un solo lotto, lasciando però fermo l’obbligo di compensare ciascun precedente titolare coinvolto nell’operazione.

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Gli operatori potranno presentarsi individualmente oppure insieme ad altri soggetti. Il bando dovrà tuttavia indicare un tetto al numero di lotti candidabili per ogni categoria, dalle strutture balneari alle attività di ristorazione e alle spiagge libere attrezzate.


Regole comuni verso il 2027

Lo schema contiene indicazioni anche sulla durata delle nuove concessioni, che potrà arrivare fino a 20 anni, e sulla determinazione del canone. Le disposizioni riguardano inoltre il passaggio tra vecchio e nuovo gestore e i requisiti richiesti per partecipare alle selezioni.

Le gare dovranno essere avviate almeno sei mesi prima della scadenza dei titoli, fissata al 30 settembre 2027. Il documento, elaborato dal Mit dopo il confronto con le associazioni del settore, dovrà ora essere sottoposto alla Conferenza unificata Stato-Regioni per l’approvazione definitiva; la stessa data è stata richiamata anche da una recente pronuncia del Consiglio di Stato.

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