Francia sotto pressione: Lecornu interviene, a Sciences Po scattano le barricate
Il governo cerca una risposta alla mobilitazione dei giovani mentre la polizia sospende le granate stordenti dopo il grave ferimento di un quindicenne.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu parlerà questa sera, 7 ottobre, da Matignon per affrontare la crisi che attraversa il Paese. Nel suo intervento dovrebbe concentrarsi sulle proteste nei licei, sull’aumento dei carburanti, sulle difficoltà del settore agricolo e sulla situazione dei conti pubblici.
La dichiarazione arriverà dopo una nuova giornata di mobilitazione annunciata per domani. Il governo tenta così di contenere una protesta che si è estesa dalle scuole alle università e che ha già provocato tensioni con le forze dell’ordine.
Il governo cerca una via d’uscita
Nella serata di ieri Emmanuel Macron ha riunito alcuni ministri per valutare la situazione e individuare possibili soluzioni. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Lecornu, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez e Édouard Geffray.
Parallelamente, il ministero dell’Interno ha ordinato una sospensione dell’impiego delle granate stordenti durante le proteste degli studenti delle scuole superiori. La decisione è arrivata dopo che un manifestante di 15 anni ha perso una mano.
Stop alle granate dopo il ferimento
Intervenendo a una radio francese, Nuñez ha spiegato: «Sospendo l’uso delle granate stordenti finché non sarà fatta piena luce su quanto accaduto». Il ministro ha inoltre incaricato l’Ispettorato generale della polizia di ricostruire la dinamica dell’episodio.
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La scelta arriva mentre cortei e manifestazioni accusano gli agenti di avere adottato comportamenti violenti. Slogan e cartelli esposti dai partecipanti hanno posto al centro proprio l’operato delle forze dell’ordine.
Barricate davanti a Sciences Po
A Parigi, intanto, gli studenti hanno bloccato l’edificio storico di Sciences Po, al numero 27 di rue Saint-Guillaume, nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Le immagini circolate online mostrano barricate e gruppi di giovani riuniti davanti alla sede dell’istituto.
Secondo fonti presenti sul posto, alcuni docenti hanno attribuito l’elevata concentrazione di manifestanti anche alla decisione della direzione di chiudere le altre sedi dell’università. La misura avrebbe convogliato gli studenti verso il campus principale, dove si sono verificati momenti di tensione con la polizia.
Le immagini diffuse sui social mostrano inoltre un presidio degli studenti e l’esecuzione della Marsigliese. La mobilitazione degli atenei si è così intrecciata con quella dei licei, alla vigilia di una nuova giornata di proteste.
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